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Realizzato doppio trapianto di mani su un bambino di otto anni

30 Lug 2015
Realizzato doppio trapianto di mani su un bambino di otto anni

Stufa di ricorrere a palliativi e protesi, per quanto ormai sofisticate ed ergonomiche, la moderna chirurgia infantile sta cercando di spostare continuamente l'asticella delle proprie potenzialità per consentire a tutti i bambini vittime di menomazioni e mutilazioni il pieno recupero degli arti perduti e una corrispondente capacità motoria, senza la quale parlare di infanzia assomiglia ad uno sgarbo del destino.

Se la sostituzione di arti mancanti su bambini sempre più piccoli è ormai all'ordine del giorno, quanto realizzato dai medici facenti capo Children Hospital di Philadelphia durante i primi giorni del corrente mese di luglio assume addirittura i contorni del miracolo e spinge la riflessione sui trapianti in età infantile laddove non si era mai avventurata.

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Un'equipe specializzata, composta da 40 medici e chirurghi, è infatti riuscita a portare a termine con successo un doppio trapianto di mani, comprensivo di una porzione di avanbraccio, sul piccolo Zion Harvey, vittima di un'infezione contratta quando aveva solo 2 anni e trovatosi repentinamente privo delle estremità superiori e inferiori.

Nel corso di un intervento-fiume durato oltre 11 ore è infatti stato possibile procedere alla sostituzione degli arti mancanti, a seguito della quale, una lunga degenza ha sancito la piena riuscita dell'operazione e il recupero di funzionalità delle mani, senza che il bambino avvertisse particolari problematiche collaterali o crisi di rigetto organiche impreviste.

A distanza di quasi quattro settimane dall'operazione, il coordinatore del team di chirurghi che ha effettuato l'intervento, il dottor Scott Levin, può infatti confermare l'incredibile successo riportato ed annunciare con gioia come il piccolo Zion si trovi oramai fuori pericolo e pronto ad iniziare il periodo di riabilitazione necessario alla ripresa della funzionalità motorie.

L'operazione è stata possibile grazie all'assuefazione sviluppata dal bambino nei confronti di tradizionali farmaci anti-rigetto, somministrati a seguito di un trapianto di reni reso necessario dalla medesima infezione che aveva imposto l'amputazione delle estremità.

Purtroppo, a Zion Harvey continuano a mancare i piedi e, anche se il bambino è ormai completamente abituato a deambulare mediante il ricorso a protesi ergonomiche, non è detto che in un prossimo futuro i medici non provvedano a colmare anche l'ultima lacuna rimasta e a garantire così al bimbo il ritorno a quella piena capacità motoria, senza la quale non esiste l'infanzia.

 

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