La musica in sala operatoria migliora le prestazioni dei chirurghi
Poche settime fa, gli Stati Uniti d'America si sono trovati al centro di una polemica mondiale per via della malsana abitudine dei chirurghi locali di portare smartphone e cellulari in sala operatoria; abitudine che si traduce in una mancanza di concentrazione sul lavoro in grado di riverberarsi sulle condizioni di salute del paziente, già critiche per definizione, e sulle possibilità di successo dell'intervento effettuato.
Se il bando per i dispositivi elettronici in sala operatoria pare avvicinarsi per legge ad ampie falcate, una deroga alla norma potrebbe venire presa in considerazione per lettori mp3, iPod e consimili, data la capacità della musica di migliorare le prestazioni dei chirurgici e di snellire le tempistiche tecniche necessarie a portare a termine un intervento.

Una recente ricerca condotta dall'Università del Texas ha infatti mostrato come l'ascolto prolungato della musica preferita in sala operatoria contribuisca in modo sensibile a migliorare tempi e modalità dell'intervento in atto, rendendo il chirurgo più efficiente senza che l'ascolto si trovi ad influire sulla sua capacità di concentrazione.
Andando a vagliare le performances operatorie di 15 differenti chirurghi plastici è infatti merso che coloro che tendevano a cimentarsi con ascolti musicali durante gli interventi risultavano essere mediamente più precisi e veloci dei loro colleghi costretti ad operare “in silenzio”, andando ad abbattere le tempistiche legate ad un analogo intervento di circa il 7% e facendo riportare una qualità dei punti di sutura applicati nettamente superiore.
La ricerca pubblicata sull'Aesthetic Surgery Journal ha preso al baglio il solo ambito legato ad interventi legati alla chirurgia estetica (addominoplastiche in particolare), ma non è esclusa la possibilità che l'ascolto di musica in filodiffusione o attraverso l'impiego di cuffie ed auricolari possa produrre gli stessi benefici anche sul versante legato alla chirurgia medica, andando inoltre a consolare tutti quei chirurghi che si vedranno costretti, entro breve, ad abbandonare smartphones e cellulari fuori dalle sale operatorie, per la gioia dei pazienti e delle loro critiche condizioni di salute.





