Tagli alla Sanità: cosa cambia davvero?
Considerata spesso il termine di un lungo processo parlamentare, l'approvazione di una legge non è in realtà che il punto di partenza di un percorso che conduce in direzione delle sue possibili applicazioni e che porta l'ambito generale ad estendersi in direzione degli infiniti casi particolari che lo compongono.
Capita così che dopo l'approvazione al Senato del Decreto Enti Locali che prevede tagli alla sanità pubblica pari a circa 2,3 miliardi di euro all'anno, da più parti ci si interroghi su quali siano gli effettivi oggetti dei tagli in questione e quali spechi andranno aboliti, di modo da rimpinguare le casse statali, senza recidere le arterie che portano linfa vitale al sistema sanitario pubblico.

Obiettivo principale della manovra, come ribadito più volte dal Ministro Lorenzin e da tutti coloro che hanno avuto il compito di comprendere e narrare la riforma, restano gli esami inappropriati e l'abuso di prescrizioni specialistiche messe in atto dagli ambulatori dei medici di base, il che significa che, a finire sotto la lente d'ingrandimento governativa, saranno innanzitutto quei medici di famiglia che tendono a suggerire costose ed approfondite visite specialistica anche in assenza di una reale necessità diagnostica e che usano il loro studio medico come centro di smistamento per direzionare i malati verso altri lidi ed altri esami.
Tradotto su un versante pratico, il decreto approvato al Senato prevede penalizzazioni economiche e di carriera per tutti i medici rei di emettere prescrizioni inappropriate o di indirizzare con troppa leggerezza i loro pazienti verso Tac, risonanze magnetiche e tutto quanto viene poi rimborsato dallo Stato mediante il sistema dei ticket.
L'obiettivo dichiarato della Lorenzin e dei suoi consiglieri è quello di ridurre le visite specialistiche con un incidenza annua pari al 15%, andando gradualmente a limare le visite non necessarie, mediante una serie di controlli effettuati sull'operato dei medici di base, da ora soggetti a normative più strette ed attente.
Rientrano nel novero degli eccessi anche quegli infiniti esami gestazionali dal ministero recentemente inclusi nei Lea e oggi destinati a venire ridotti all'indispensabile, data l'eccessiva ospedalizzazione del fenomeno e le trafile mediche a cui vengono spesso sottoposte le gestanti.
Difficile giudicare a priori al bontà del provvedimento ed emettere sentenze prima che il volto della sanità nostrana si effettivamente cambiato e che gli obiettivi vengano realmente raggiunti; d'altronde, l'approvazione di una legge non è che l'inizio di un processo molto più complicato che porta una carta astratta a produrre effetti concreti sulla vita di milioni di cittadini.





