Approvata la legge sull'autismo: più fondi alla ricerca e migliore assistenza
Trascorsa l'ossessione ministeriale relativa alla natalità in Italia, che ha portato all'inclusione nei Lea di tutte le pratiche diagnostiche possibili e immaginabili relative alla gravidanza, il governo sta ora prendendo in considerazione l'ipotesi di espandere il novero dei servizi di ricerca e assistenza gratuiti in direzione di quelle categorie di soggetti malati che da anni invocano a squarciagola una maggior tutela da parte dello Stato.
Senza conoscere ancora le effettive coperture dell'azione legislativa, un significativo passo in avanti è stato comunque compiuto nella giornata di ieri grazie all'approvazione della legge sull'autismo che prevede, oltre all'inclusione delle comuni pratiche di assistenza all'interno dei Lea anche maggiori incentivi in direzione di quella ricerca di settore che ha reso celebre l'Italia nel mondo.

Nelle intenzioni dei promotori della legge, la norma di recente approvazione, si ripropone di aumentare l'inclusione sociale dei soggetti affetti, andando nel contempo a migliorare il sistema diagnostico vigente, fino a giungere ad una sostanziale omogeneità di fondo in grado di implementare gli standard vigenti e di consentire interventi mirati fin dalla tenera età.
Tradotta su un versante pratico, la legge sull'autismo intende erogare nuovi e ulteriori fondi alla ricerca in merito, rendere gratuiti i complessi test ed esami finalizzati a diagnosticare la patologia ed aumentare quel versante sociale che prevede la presenza di personale qualificato, strutture e servizi rivolti ad un pubblico autistico, spesso alle prese con problematiche derivanti da isolamento o mancata inclusione.
La norma opera dunque su un doppio versante, relativo ad un miglioramento della ricerca in grado di consentire esami e terapie sempre più specifici e di permettere, al contempo, di implementare la qualità della vita di tutti coloro che si trovano già a soffrire della malattia.
Se l'idea della Lorenzin, tradotta in realtà dalla Camera, è sicuramente nobile, il problema restano appunto le effettive coperture dell'operazione, dal momento che il governo non ha stanziato un budget per garantire l'avvio dei servizi proposti e che le speranze restano confinate a quella complessa opera di recupero degli sprechi messa in atto dal Decreto Enti Locali.
Confidando che per una volta i soldi si trovino davvero e che tutti i soggetti autistici possano ricevere in dono quell'esistenza dignitosa e decorosa alla quale hanno pieno diritto, attendiamo i primi effettivi riscontri della legge, anch'essa partorita a seguito di un lungo travaglio, durante il quale il Ministero si è occupato solo di parti e gravidanze, o quasi.





