Ideata una sedia a rotelle che consente di salire le scale
Progettate per rendere conto di una condizione astratta definita come “normalità”, le nostre città si trovano ad essere spesso alla stregua di un autentico campo di battaglia per tutti i soggetti diversamente abili, costretti a cercare appositi scivoli e soluzioni ideate per aggirare le barriere architettoniche, pur di riuscire a spostarsi liberamente senza il ricorso a forzuti accompagnatori in grado di sollevarli e posarli ad ogni passo.
Probabilmente proprio partendo dall'analogia con l'impervio terreno che contraddistingue i campi di battaglia, alcuni ricercatori facenti capo all'Università di Zurigo hanno avuto la brillante idea di dar vita ad una sedia a rotelle di tipo “ibrido”, collocata cioè a metà strada tra il normale dispositivo di sussistenza e un autentico mezzo cingolato, in grado di scavalcare gli ostacoli urbani e persino di salire le scale.

Proprio grazie all'alternanza di comuni rotelle e di particolari comparti cingolati, la sedia denominata “Scalevo” consente infatti una maggior versatilità rispetto ai suoi omologhi tradizionali e una maggior facilità di accesso a mezzi di trasporto, infrastrutture e negozi, dovuta proprio alla possibilità di impostare il dispositivo medico sulla facoltà prescelta, di modo che risulti possibile deambulare tanto in piano quanto in verticale.
Recentemente presentata nel corso del concorso annuale per studenti denominato “Labview”, Scalevo si trova attualmente in forma di prototipo e solo l'eventuale disponibilità di finanziatori disposti a credere nel progetto potrà consentire l'avvio di una produzione industriale su larga scala in grado di semplificare l'accesso e la vita di tutti i portatori di handicap confinati su una sedia a rotelle.
Mediante l'ideazione del progetto Scalevo, gli ingegneri svizzeri intendono dunque liberare tutti i portatori di handicap di tipo motorio dalle catene che li vincolano all'altrui disponibilità e trasformare la dura guerra quotidiana dei soggetti diversamente abili in un trionfo su tutta linea, all'interno del quale gli unici sconfitti sono proprio quelle barriere architettoniche che dovrebbero rendere conto dell'antico ed astratto ideale di “normalità”.





