Diffusi per errore i risultati dei test Hiv di 780 pazienti
Se la riservatezza rappresenta un'indiscutibile qualità umana e una componente in grado di metterci al riparo da invidie e rancori, esistono delle particolari professioni in cui essere riservati non è solo un auspicabile surplus qualitativo, ma il fondamento stesso del rapporto lavorativo instauratosi, ad esempio, tra cliente e avvocato o tra medico e paziente.
All'interno della clinica denominata “The 56 Dean Street Clinc” e ubicata nel cuore di Londra, qualcuno deve aver tuttavia trascurato la dovuta accortezza e deciso di calpestare (si spera involontariamente) il rapporto di fiducia con i numerosi pazienti della struttura, trovatisi ad assistere alla diffusone dei test relativi al virus Hiv effettuati tra le mura dell'ospedale londinese.

Nella giornata di ieri è infatti stata resa pubblica una newsletter contenete i nominativi di 780 pazienti che si erano rivolti alla clinica per compiere gli accertamenti del caso riguardanti la potenziale contrazione del virus Hiv e che tutto immaginavano fuorché di trovarsi costretti a spiegare ad amici, familiari e conoscenti le ragioni che li avevano spinti all'accertamento medico in questione.
In base alla comune prassi ospedaliera, la mail contenete esiti e referti dei test effettuati presso la struttura dovrebbe giungere, logicamente, al diretto interessato e sono al momento oscure le ragioni che hanno portato alla diffusione planetaria delle mail e al conseguente deficit di attenzione in grado di riverberarsi sulla dimensione sociale dei partecipanti al test sull'Hiv.
Di fronte ad un danno incommensurabile e privo di reali appelli, i dirigenti della The 56 Dean Street Clinc si sono trovati costretti a porgere le loro sentite scuse ai 780 soggetti interessati e ai loro familiari e ad assicurare alle autorità di aver già dato il via ad un'indagine interna volta a chiarire se le cause dell'errore siano da rintracciarsi in una matrice informatica, in un deficit di attenzione o addirittura nella volontà dolosa di uno o più dipendenti della clinica.
Attualmente nell'occhio del ciclone della stampa britannica per via dell'accaduto, la clinica inglese si trova dunque a dover rendere conto di una svista madornale che ha minato la qualità di vita dei suoi pazienti e che, in piena era tecnologica, ha gettato nuove ombre globali sulla reale possibilità di mantenere quella sacrale riservatezza, senza la quale tutto precipiterebbe rapidamente nel caos più completo.



