Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su "Maggiori informazioni"

Due farmaci obsoleti trovano nuova vita come “salva cuore” economici

03 Set 2015
Due farmaci obsoleti trovano nuova vita come “salva cuore” economici

Per quanto la moderna scienza farmaceutica disponga ormai di laboratori all'avanguardia e di sofisticati strumenti in grado di vagliare le possibili conseguenze dei farmaci prodotti, introdurre una molecola chimica allogena all'interno nel nostro corpo continua, in parte, ad essere un azzardo e può capitare che effetti collaterali imprevisti si verifichino solo dopo anni di assunzione continuativa.

L'altro alto della medaglia è tuttavia rappresentato dall'imprevista capacità di alcuni farmaci di produrre effetti benefici estranei dai reali utilizzi per i quali erano stati progettati, come recentemente accaduto a due medicinali di “vecchio stampo” ideati, rispettivamente, per combattere l'artrite provocata dalla gotta e le pressione alta e oggi divenuti due efficaci salvavita per il cuore dopo anni di test clinici.

farmacicuoreaustralia

I due farmaci in questione sono stati oggetto di un lungo studio condotto dall'Istituto di Ricerca Cardiaca dell'Università di Sydney che ha mostrato come la colchina, blando antinfiammatorio, riesca ad abbassare i livelli di proteine pericolosi per il cuore e a consentire così un miglioramento delle funzioni cardiache senza ulteriori effetti collaterali imprevisti.

Il secondo farmaco testato dai medici australiani risale addirittura al 1959, quando venne concepito, con scarso successo, per curare le complicazioni derivanti da pressione alta persistente e pare oggi destinato a trovare nuova vita grazie alla sua facoltà di impedire e contrastare l'insorgenza di infarti e squilibri cardiaci.

L'esperimento, i cui esiti sono stati pubblicati sul Journal of the American Heart Association, ha preso in esame le condizioni di salute di 40 pazienti affetti da sindrome coronaria acuta, mostrando come l'assunzione continuativa dei due farmaci in esame riuscisse a ridurre i fattori di infiammazione dovuti alla patologia con un'incidenza compresa tra il 40% e l'88% e come le due molecole si rivelassero per tanto utili nel prevenire ulteriori rischi al cuore dei volontari.

La ciliegina sulla torta dello studio australiano è rappresentata dall'ampia reperibilità e dal prezzo bassissimo dei due farmaci, che si trovano in commercio a pochi dollari, rivelando così quanto l'azzardo rappresentato dall'introduzione di una molecola chimica nel nostro corpo possa a volte trasformarsi in una scommessa vincente, persino a decenni di distanza dalla sua creazione. 

I più letti

logo bianco

Quotidiano di informazione online che parla di benessere, salute, tecnologia e sport. Offre informazioni in tempo reale sulle principali novità di settore.

   

 Contatti

Altri articoli