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Emergenza serpenti, potrebbero finire le scorte di antidoto

09 Set 2015
Emergenza serpenti, potrebbero finire le scorte di antidoto

Fatta eccezione per i grandi predatori e per le zanzare, nessun animale presente sul Pianeta Terra attacca l'uomo per il gusto di farlo e la stragrande maggior parte di morsi, punture e ferite riportate da poco accorti esploratori è riconducibile alla difesa messa in atto dal regno animale verso la presunta o potenziale minaccia umana.

Anche se mordono solo per difesa, i serpenti restano comunque letali e i circa 100 mila soggetti che si trovano a venire meno ogni anno rappresentano un'estesa quanto tragica testimonianza di quanto le insidie naturali possano trasformarsi in fatalità e di quanto la somministrazione dell'antidoto di riferimento possa impedire che l'emergenza assuma i tratti di una catastrofe sanitaria globale.

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A gettare ombre sul futuro delle popolazioni che si trovano a vivere in aree del globo dense di rettili è tuttavia giunto un recente rapporto di Medici Senza Frontiere, secondo il quale entro un anno circa le scorte di antidoto al veleno dei serpenti potrebbero definitivamente esaurirsi, in particolar modo per quanto riguarda il FAV Afrique, medicinale prodotto da Sanofi e ritenuto, ad oggi, l'unica reale arma per contrastare il veleno dei maggiori serpenti africani.

L'allarme è stato lanciato da Basilea, in occasione di un convegno tematico, dove i delegati di Medici Senza Frontiere hanno voluto porre l'accento sull'assurdità della scelta operata da Sanofi di interrompere la produzione dell'antidoto e sulle devastanti conseguenze che la mancata reperibilità del medicinale potrebbe avere sul Continente Nero.

Un esaurimento delle scorte di antidoto potrebbe infatti rapidamente tradursi in una catastrofe, date le stime che parlano di un'incidenza di morti da veleno paragonabili a quelle prodotte da patologie piuttosto diffuse come la meningite e di un numero di soggetti morsi dai serpenti, nella sola Africa sub-sahariana, stimato intorno alle 400 mila unità, delle quali circa 30 mila non riescono a sopravvivere e numerose altre contraggono svariate forme di disabilità.

La denuncia di Msf è per tanto rivolta alla rapida ricerca di un'alternativa all'antidoto da parte della comunità scientifica mondiale, prima che quei tragici morsi, operati per difesa, costringano l'umanità intera a ripensare il proprio rapporto con il regno animale, zanzare e grandi predatori logicamente esclusi.

 

Cinese di Maputo

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