Aids: nuova emergenza tra gli anziani
Fin dai tempi più remoti, gli esseri umani si resero rapidamente conto di poter avere rapporti sessuali completi e soddisfacenti senza il fastidio di procreare in continuazione ed inventarono, a tal proposito, i primi rudimentali contraccettivi, strumenti che terminavano la loro funzione in corrispondenza con il ciclo fertile femminile.
I primi inventori di preservativi in budello di bue e consimili non potevano tuttavia prevedere l'avvento di patologie virali sessualmente trasmissibili che avrebbero imposto un utilizzo prolungato anche oltre i confini fissati dal ciclo riproduttivo, onde scongiurare l'insorgenza di patologie ben più fastidiose di una gravidanza.

Stando a quanto sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Adelaide, pare infatti che la trasmissione del virus Hiv, responsabile dell'Aids, sia in costante aumento presso tra le fasce più “anziane” della popolazione e che la ragione principale dell'esplosione sanitaria sia da rintracciarsi proprio nell'assenza di precauzioni al momento del rapporto sessuale.
La ricerca australiana ha preso in esame una letteratura medica composta da studi antecedenti e incentrata su un campione statistico complessivo pari a 29 mila uomini, di età superiore ai 60 anni, portando alla luce l'esistenza di un nesso che intercorre tra l'aumento di malattie sessualmente trasmissibili e la riluttanza, da parte dei soggetti più anziani, ad affidare la loro vita sessuale nelle mani di preservativi e contraccettivi.
Un ulteriore studio di settore ha confermato come la maggior parte dei soggetti in età avanzata tende a non indossare il preservativo a causa della difficoltà di provare piacere (circa il 45% degli intervistati) o perché diminuisce la possibilità di avere un'erezione duratura, anche a fronte di una diffusa consapevolezza realtiva ai pericoli derivanti da Aids e malattie veneree.
La ricerca australiana, che verrà presentata nel corso delle settimana dedicata al benessere sessuale (dal 28 settembre al 3 ottobre prossimi) getta dunque un'ombra sulle speranze di giungere alla più completa eliminazione del virus dal pianeta Terra e pone l'accento sulla necessità di una nuova “educazione sessuale” rivolta ai più anziani, attraverso la quale spiegare come il preservativo svolga funzioni che vanno ben oltre gli angusti limiti per i quali era stato concepito millenni or sono.



