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I pesticidi possono provocare il diabete?

17 Set 2015
I pesticidi possono provocare il diabete?

La recente esplosione di un mercato definito (spesso impropriamente) come “biologico” e la creazione di corsie ad hoc in ogni supermercato degno di tal nome, rappresentano il punto d'approdo di una ribellione generalizzata ai pericoli derivanti da un'agricoltura in cui si è cercato di porre in risalto l'estetica dei prodotti ortofrutticoli a fronte della loro genuinità.

Un po' come accade per le zanzare che, una volta sbattute fuori dalla porta rientrano dalla proverbiale finestra, pare tuttavia che l'utilizzo dei pesticidi in Europa persista a fronte di divieti e proibizioni e che un ricorso massiccio a diserbanti e consimili sia in grado di favorire l'insorgenza di uno spettro di patologie molto più ampio del previsto e in grado di comprendere anche il diabete.

pesticididiabete

Un recentissimo studio condotto dai ricercatori dell'Imperial College di Londra e presentato a Stoccolma in occasione dell'annuale congresso della società europea per lo studio del diabete (Easf) ha infatti mostrato come l'impiego di particolari pesticidi, alcuni dei quali vietati, si trovi in relazione con un rischio aumentato di contrarre il diabete, con punte statistiche pari al 60% e oltre.

L'analisi si è svolta monitorando le condizioni di salute di un gruppo costituito da 66.714 lavoratori, alcuni dei quali particolarmente esposti al contatto quotidiano con i pesticidi policlorinati (PCB) e orogranulati e provvedendo ad uno screening esaustivo di sangue e urine al termine del periodo di riferimento.

Come postulato, l'esame ha portato alla luce l'esistenza di un rischio di diabete sensibilmente aumentato per i lavoratori più esposti alle sostanze incriminate; rischio che assumeva i contorni di un'epidemia nel caso specifico delle donne incinte, portate a sviluppare il diabete gestazionale con un'incidenza di quattro volte superiore a quella presente in condizioni normali.

Se l'esposizione diretta a sostanze tossiche e pesticidi pare dunque porsi in rapporto causale con l'insorgenza del diabete (in particolar modo quello di tipo 2), resta ora da stabilire in che misura l'ingestione di prodotti ortofrutticoli trattati possa rivelarsi una reale fonte di pericolo e magari giungere ad una legislazione più severa che preveda reali pene pecuniarie per chiunque si trovasse ad abusare di quell'etichetta “biologica”, ormai divenuta il collante dei supermercati e delle nostre legittime angosce alimentari.

 

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