Fumo, in arrivo nuovi divieti e restrizioni
Piuttosto inefficace in materia di politica estera e in quanto a linea comune da seguire in caso di emergenze diplomatiche, l'Unione Europea risulta invece attivissima sul versante legato alla salute, partorendo una sequenza continua di leggi e divieti che poi gli Stati membri si trovano ad applicare, magari spacciandoli per farina del loro sacco.
Esattamente come stabilito dal decreto europeo approvato nel corso del 2014, sta per arrivare anche in Italia la nuova serie di divieti, restrizioni e immagini shock attraverso i quali l'Unione si ripromette di estirpare il vizio del fumo dal suo territorio, andando ad percorrere strade rivelatesi già ampiamente fallimentari nel resto del mondo, ma con un pizzico di entusiasmo in più.

Entro fine mese, un apposito decreto ministeriale vieterà infatti anche nel nostro Paese la vendita di pacchetti di sigarette da 10 unità, di confezioni di tabacco inferiori a 30 mg, introdurrà l'obbligo delle celeberrime immagini shock sul 65% delle confezioni, vieterà ai minori l'accesso alle e-cig contenenti nicotina e limiterà la possibilità di fumare in alcuni luoghi ritenuti particolarmente a rischio per l'altrui incolumità.
Annunciata dal Ministro Lorenzin come la più grande crociata anti-fumo dell'epoca post Sirchia e come l'arma decisiva attraverso la quale arginare statistiche che parlano di 83 mila vittime da fumo solo in Italia, il decreto consiste in realtà nella mera applicazione delle nuove norme comunitarie e l'unica novità siginificativa introdotta dal Ministro rispetto al testo base della UE consiste, appunto, nel divieto di fumare all'interno di automobili (in presenza di minori e donne incinte) e nei locali antistanti gli ospedali.
Se, in pieno accordo con le basilari leggi della fisica, ritenere di ottenere effetti differenti a partire dallo stesso tipo di azione è quantomeno insensato, è lecito aspettarsi che il decreto anti-fumo non centri il suo bersaglio, dato che analoghe soluzioni adottate ad ogni latitudine si sono rivelati fuorvianti, inefficaci o addirittura controproducenti.
Al posto di immagini shock e della trasformazione dei pacchetti di sigarette in piccoli fotogrammi tratti da un film di Tarantino, all'Unione Europea era stata offerta, al momento del voto, la possibilità di bandire tutti gli additivi presenti nei prodotti da fumo (e non solo quelli aroamtizzanti); misura che avrebbe realmente limitato l'incidenza del fumo e delle 70 patologie ad esso correlate, se solo madama Europa avesse trovato un accordo sulla politica da seguire per tutelare i propri cittadini di fronte al pericolo in atto.




