Rapporti sessuali: sette minuti possono bastare
Facendo l'ingresso in una qualunque osteria o navigando senza una meta precisa per i meandri della Rete si ha la percezione di un popolo dedito a trascorrere il proprio tempo libero intento a consumare lunghissimi rapporti sessuali e a cimentarsi con performances amorose talmente intense da giustificare la fama che viene comunemente attribuita ai “maschi latini” e il loro indiscutibile richiamo sessuale sull'universo femminile dislocato per il globo terrestre.
Una volta usciti dall'osteria e spento il pc per trasferirsi sotto le lenzuola, laddove le chiacchiere svaniscono per magia insieme ai vestiti, la realtà dei fatti parla invece di rapporti sessuali che raggiungono a fatica la durata dei 7 minuti e di un complessivo grado di soddisfazione, da parte di entrambi i sessi, di fronte ad una brevità percepita a torto come un limite costitutivo.

In base ai risultati di uno studio incentrato sul fenomeno dell'eiaculazione precoce, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista di settore Europena Urology, pare infatti che la media dei rapporti sessuali consumati nel nostro Paese si attesti intorno alla fatidica soglia dei 7 minuti e che gli stessi urologi italiani ammoniscano dal tentare di prolungare oltre misura l'atto amoroso, onde evitare fastidiose infiammazioni ed irritazioni.
Secondo l'opinione degli esperti facenti capo alla Società italiana di Urologia, riunita in congresso a Riccione, i fatidici 7 minuti sarebbero infatti una misura più che sufficiente al raggiungimento del piacere, tanto maschile quanto femminile, e i numerosi artifici immessi in commercio per ritardare l'eiaculazione potrebbero addirittura rivelarsi controproducenti in termini di piacere e di tenuta complessiva delle condizioni di salute del corpo, prostata in particolare, sottoposto a stimoli inutili oltre la sua naturale scadenza.
Bando dunque a farmaci e gel ritardanti e ben venga il senso di soddisfazione che dovrebbe derivare dal compimento dell'atto, indipendentemente dalla sua effettiva durata e da tutte quelle chiacchiere che ci spingono a crederci un popolo in grado di trascorrere tra le lenzuola ogni benedetto minuto di pausa dal lavoro.



