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Decreto anti-fumo: immagini shock e divieti in auto

14 Ott 2015
Decreto anti-fumo: immagini shock e divieti in auto

Annunciato nel corso della calda estate del 2013 e tradottosi in realtà con il voto di ieri, il decreto anti-fumo varato dal Ministero della Salute in conformità alle direttive europee è diventato realtà normativa, portando con sé le immancabili polemiche di rito e i vari interrogativi riguardo al merito delle scelte operate da Unione Europea e Governo.

Con l'entrata in vigore della normativa, entro fine anno non sarà infatti più possibile produrre e vendere confezioni da 10 sigarette, ritenute troppo attraenti per i minori, fumare all'interno della propria automobile in presenza di minori o donne incinte e in numerosi spazi aperti collocati all'esterno delle scuole e delle strutture sanitarie.

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In arrivo inoltre le immagini shock destinate a coprire il 65% dei pacchetti di sigarette e delle confezioni di tabacco (fronte e retro), ideate nel vano tentativo di dissuadere un'utenza perfettamente al corrente dei rischi che corre anche senza il bisogno di trovarsi davanti tutto il giorno fotografie di tumori, gole bucate o bambini con sigarette apposte all'estremità del ciuccio mediante un ricorso approssimativo al fotoritocco.

Se alcune delle varianti introdotte dal Ministero alle disposizioni europee, divieto in auto alla presenza di minori in primis, si configurano come la prosecuzione di quanto imporrebbe il buon senso, numerose trovate contenute nel decreto rischiano rapidamente di andare in crusca, prima tra tutte quella che prevede il divieto all'esterno degli edifici scolastici.

Se i giovani tendono infatti a radunarsi nei bagni per fumare durante le pause dalle lezioni, vietare loro di proseguire la pratica all'aperto potrebbe condurre in direzione di una maggiore rincorsa a consumare il loro vizio all'interno di spazi chiusi e nascosti, con conseguente implemento del rischio legato al fumo passivo a carico anche di chi in bagno si reca per fare tutt'altro.

Dubitando profondamente che le misure, introdotte senza esito alcuno in altre parti del mondo, possano portare alla diminuzione del vizio del fumo in Italia, resta il rammarico per la mancata volontà delle istituzioni sanitarie di intervenire sull'utilizzo di ammoniaca e altre sostanze atte ad aumentare la portata della nicotina, ma, d'altronde, in quella torrida estate del 2013 l'Unione Europea si preoccupava ancora troppo poco di test falsati ed emissioni truccate.

 

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