Il cane in ospedale? Meglio di una terapia In evidenza
Relegata per decenni nel novero dei palliativi e dei meri supporti psicologici, la pet therapy sta lentamente rivelando la sua reale efficacia in ambito terapeutico, spingendo sempre più strutture sanitarie ad aprire le loro porte ai cani e sempre più ricercatori ad indagare sui meccanismi intimi scatenati nell'uomo dalla prossimità con il suo amato animale domestico.
Se il numero di ospedali che consente ai degenti di ricevere visite canine si sta rapidamente ampliando, a Perugia hanno deciso di andare oltre, permettendo ad una paziente di completare il suo “soggiorno forzato” in compagnia dell'adorato animale domestico, anche se solo per alcune ore al giorno, e testandone nel contempo gli effettivi benefici apportati allo stato di salute complessivo della ragazza.

Il piccolo cucciolo di labrador che ha fatto il suo ingresso all'interno dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia rappresenta per tanto la prima deroga alle norme sanitarie vigenti effettuata su base terapeutica e motivata sulla scia di numerosi studi atti ad attestare come la compagnia di un animale domestico eserciti un'azione profonda sui neurotrasmettitori, tale da consentire non solo un pieno recupero delle funzionalità compromesse a seguito di una lunga degenza, ma l'arma in grado di spingere l'organismo a reagire di fronte al pericolo di recidive o dell'aggravarsi della malattia stessa.
La decisione della struttura umbra, per ora limitata al solo reparto di endocrinologia, ma presto estesa anche ad oncologia e ad altri reparti dalla lunga degenza, trova inoltre la sua base d'applicazione in un sentenza della corte Costituzionale datata 2012, nella quale si afferma che la compagnia dei propri animali domestici rappresenta un diritto costituzionale, pienamente assimilabile a quell'ampia sfera che regola e definisce la legittima ricerca alla nostra felicità.
Secondo i medici che hanno in cura la ragazza, la prossimità col labrador avrebbe già prodotto sensibili miglioramenti nelle condizioni di salute della paziente e un numero di benefici fisici che vanno ben oltre la sfera della semplice consolazione o di quel supporto psicologico in cui si è tentato di rinchiudere la pet therapy per decenni.




