Dai gusci delle uova la plastica del futuro?
All'entusiasmo seguito all'ideazione della plastica, materiale apparentemente leggero e versatile che ha definito i parametri dell'industria del '900, non è purtroppo conseguita la capacità di comprendere adeguatamente come smaltire quei milioni di residui non biodegradabili e difficili da eliminare, se non attraverso processi di combustione e riconversione.
Dato che l'età della plastica pare ormai destinata a giungere al tramonto per ovvie ragioni, la ricerca di un materiale in grado di sostituirla adeguatamente senza produrre danni all'ambiente è divenuta la costante di un nuovo millennio che pare aver ora trovato nei gusci delle uova un inaspettato alleato.

Nel corso del convengo tematico dell'American Chemical Society, alcuni ricercatori facenti capo alla Tuskegee University avrebbero infatti presentato uno studio che attesterebbe come l'aggiunta di frammenti di gusci d'uovo alle eco-plastiche già esistenti contribuirebbe a rendere il materiale ancora più leggero, resistente e in grado di sostituire la plastica in tutto e per tutto.
In sostanza, andando a frammentare dei comuni gusci d'uovo e inserendoli in un apposito impasto, al momento della preparazione, risulterebbe possibile dare vita ad una nuova classe di eco-plastiche utili a realizzare imballaggi difficilmente danneggiabili, grazie appunto all'azione esercitata dalla componente organica che consente la maggior tenuta delle eco-plastiche.
Alternando il progetto legato alla nascente tecnologia con analoghi impieghi legati ad amido di mais e patate, risulterebbe in linea teorica possibile salutare per sempre la produzione industriale della plastica e tutti i danni provocati dal suo incauto utilizzo e da un entusiasmo troppo marcato in fase iniziale.





