Quali cibi sono commestibili oltre la data di scadenza?
Introdotto durante gli anni '80 del secolo scorso, l'obbligo legale di indicare la data di scadenza sulle confezioni dei prodotti alimentari si compone tuttavia di un duplice versante, tassativo o semplice coniglio, spesso confuso da migliaia di persone che si nutrono senza troppe remore di cibi avariati e che magari buttano nel proverbiale cestino dell'umido alimenti ancora perfettamente commestibili.
Per fare chiarezza sul significato di quella data di scadenza che risulta tutt'ora piuttosto oscura agli occhi di milioni di soggetti, un ingegnere britannico, tale Dan Cluderey, ha deciso di stilare una sorta di vademecum della commestibilità, indicando quelli che sono gli alimenti che possono essere consumati oltre il termine ultimo esposto sula confezione.

Nella particolare top ten dei cibi da non buttare, lo studioso britannico ha inserito: il latte, la cui freschezza risulta facilmente testimoniata in base all'odore del prodotto; le uova, da valutare mediante l'arcaico test dell'immissione in acqua e il cioccolato, dato che gli zuccheri presenti consentono un livello di freschezza generalmente maggiore rispetto a quanto indicato sulla scatola.
Prima di destinare il tutto al cestino, è inoltre opportuno sincerarsi che yogurt e formaggi stagionati a pasta dura risultino effettivamente deteriorati oltre la patina di muffa che potrebbe venire rimossa senza andare ad intaccare l'alimento.
Attenzione poi a ketchup e patatine, alimenti sicuramente non salutari, ma facilmente conservabili oltre la data, data la presenza di sale e grassi che preservano i prodotti di fronte al rischio di fine prematura.
Chiudono al lista, infine il pane, il riso, la frutta e la verdura, alimenti peri quali un semplice test di freschezza condotto secondo parametri tradizionali può rivelare molto più di una data di scadenza incisa sulla confezione.
Premesso che la lista stilata dal dottor Cluderey risulta evidentemente opinabile e che non si potrebbe mai biasimare coloro che decidono di non attenersi al decalogo, la data di scadenza resta comunque un fattore piuttosto soggettivo e tassativo solo nel caso di determinati alimenti, anche se, in caso di dubbio, è sempre meglio buttare che rimpiangere amaramente una cena non proprio ortodossa.




