I nostri sogni dipendono dalla dopamina e non dall'inconscio
In virtù di un rinnovato entusiasmo verso le interpretazioni di tipo psicologico, inaugurate da Freud e proseguite per un oltre un secolo, si è ritenuto che buona parte delle nostre esperienze condotte al livello dell'immaginazione, sogni inclusi, fossero l'espressione di oscure volontà che si agitavano al di sotto della nostra sfera cognitiva, traducendosi nella genesi di una dimensione onirica in cui l'inconscio la faceva da padrone, portandoci a visualizzare una sorta di vita alternativa, ricca di desideri e di timori.
Se le nostre esperienze “reali” giocano sicuramente un ruolo (anche se forse più marginale nel previsto) nella genesi dei sogni, pare tuttavia che a determinare la qualità del nostro universo onirico e la buona riuscita dei nostri sogni, simili ad autentici film, siano motivazioni decisamente meno filosofiche e connesse con quel continuo scambio di neurotrasmettitori che regola il flusso della vita umana, tanto in fase di veglia, quanto durante il sonno.

Un gruppo di ricercatori facenti capo all'Università La Sapienza di Roma e all'IRCCS Santa Lucia e dell'Università de L'Aquila ha infatti svelato come i sogni siano regolati dalla produzione di dopamina che avviene durante le ore notturne e come dall'attivazione di determinate aree del cervello dipenda la possibilità di dar vita a sogni nitidi e simili ad autentici film, dei quali ci troviamo ad essere inconsapevoli spettatori,
Monitorando l'attività cerebrale di un gruppo di volontari, intenti a dormire beatamente, i medici italiani hanno infatti potuto constatare l'esistenza di un rapporto che lega la produzione di dopamina nell'area dell'ippocampo e nell'amigdala con la genesi dei sogni e potuto appurare come il mondo onirico si trovi ad essere il prodotto di quelle aree del cervello normalmente ricondotte, rispettivamente, alla sfera della memoria e a quella della paura.
Secondo lo studio pubblicato su Human Brain Mapping, pare quindi che i nostri sogni non siano tanto il manifestarsi delle nostre speranze e delle nostre fobie, quanto il modo in cui alcune microstrutture del cervello danno origine ad una determinata produzione di dopamina, talmente marcata da poter recuperare quel ruolo attribuito all'inconscio da oltre un secolo di indagine psicologica.



