Suonare uno strumento modifica la struttura del cervello
Nell'immaginario collettivo i musicisti appaiono spesso come persone eccentriche e piuttosto inclini a sviluppare una sorta di genialità a sé stante, come se il cervello di chi suona uno strumento possedesse delle differenze sostanziali rispetto a quello di coloro che si limitano ad una fruizione musicale superficiale, senza mai provare l'irrefrenabile impulso di passare dal pensiero all'azione.
Giusto per confermare quanto ogni tanto anche l'immaginario collettivo colga nel segno, uno studio condotto dall'Università Bicocca di Milano ha mostrato come suonare uno strumento comporti una modificazione della struttura del cervello e come ben precise aree di competenza si attivino in base alla tipologia dello strumento suonato, andando così a definire non solo una generica propensione per la musica, ma un'autentica differenza dettata dalla tipologia prescelta.

Analizzando l'attività cerebrale di 20 volontari, dieci dei quali erano musiscisti diplomati al Conservatorio e dieci si trovavano a digiuno assoluto di produzione musicale, i ricercatori milanesi hanno infatti potuto tracciare una sorta di differenza nelle onde cerebrali, prodotta a partire dalla musica, in base alla quale le attività sinaptiche tra i due gruppi variavano a seconda dello strumento suonato o della sua completa assenza.
In sostanza, la produzione musicale andrebbe ad alterare la struttura della corteccia cerebrale, spingendo i neuroni presenti nella zona ad attivarsi in corrispondenza di un'onda sonora prodotta da un determinato strumento e fungendo alla stregua di una sorta di impronta lasciata dalla musica nel cervello, a partire dalla quale risulta possibile stabilire se un soggetto risulta essere un musicista e quali sono le sue precise attitudini di tipo musicale.
La modificazione in questione illustrata sulla rivista Music Perception risulta, appunto, prodotta dalla continua familiarità che i musicisti possiedono con determinate note e onde sonore, impresse nella loro mente dall'abitudine fino ad andare ad influire sulla struttura intima del cervello, rendendoli anche un po' eccentrici e piuttosto geniali.




