Binge drinking, piaga in aumento tra i giovanissimi
Prendendo atto del fatto che in Italia esistono leggi (fin troppo restrittive) che proibiscono la vendita di alcolici ai minori di 18 anni, verrebbe da domandarsi come sia possibile che le abbuffate alcoliche, denominate binge drinking, prendano sempre più piede tra i giovanissimi, fino a trasformarsi in un'autentica piaga sociale.
Possibile o meno che sia, il quadro dell'Italia alcolica under 18 recentemente presentato dal Ministero della Salute va assumendo via via tinte sempre più fosche e sempre più rapide, almeno quanto quella moda giovanile di ingurgitare enormi quantitativi di alcol nel minor tempo possibile, con l'intento di aumentarne gli effetti a scapito del piacere gustativo che dovrebbe trovarsi alla base del consumo.

Recentemente importato dalle tendenze diffuse nei paesi anglosassoni, il fenomeno è arrivato a coinvolgere nel corso del passato anno solare un numero di cittadini pari a 3,3 milioni, andando a crescere in quanto ad incidenza persino in quella fascia di popolazione di età compresa tra gli 11 e i 18 anni per la quale il consumo anche occasionale di bevande alcoliche dovrebbe rigorosamente rimanere off-limits, quantomeno a livello normativo.
Nel dettaglio, 34 milioni di cittadini italiani (pari al 63% del totale) hanno consumato almeno una bevanda alcolica nel corso del 2015, con un'incidenza maggiore dei soggetti di sesso maschile, rispetto al corrispettivo femminile (76,2% contro 50,2%), mentre il versante legato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 24 ha assistito ad un incremento nel consumo occasionale e metodico al di fuori dei pasti, seguita a ruota da quella costituita da soggetti anziani (65-74), anch'essi in forte crescita.
Se il quadro complessivo offerto dal Ministero è tutto sommato in linea con le medie europee e il numero dei decessi imputabili all'abuso di alcol è addirittura calato nel corso degli ultimi 12 mesi , a preoccupare è appunto al crescita fatta registrare dal comparto legato al binge drinking giovanile, anche se nessuno ha davvero capito come riescano i minori di 18 anni ad accedere agli alcolici con tanta facilità.





