Autismo: una giornata per combatterlo
Nonostante le deliranti e palesemente false tesi che prevedono l'autismo come il prodotto ad una reazione scatenata dai vaccini, i disturbi comportamentali infantili riconducibili alla patologia sono frutto di una lunghissima serie di cause e concause che prende il via già nel grembo materno e che risulta quasi impossibile da tracciare nella sua totalità, prima che la malattia si manifesti in tutta la sua virulenza.
Anche se molta strada è stata fata per chiarire le zone d'ombra dell'autismo, il percorso diagnostico e terapeutico si configura ancora lunghissimo e l'istituzione di un'apposita Giornata mondiale dedicata, domani 2 aprile, risulta funzionale ad instillare nell'opinione pubblica la consapevolezza circa gli effettivi pericoli legati alla sindrome e ai possibili campanelli d'allarme che potrebbero rivelare la contrazione della malattia.

Dando per assodato che risulta impossibile guarire dall'autismo, ma che si può comunque lenire l'impatto della malattia sul suo versante sociale, proprio dal riconoscimento dei primi segnali passano le speranze di una diagnosi tempestiva, in grado di favorire interventi rapidi e proprio all'attenzione dei genitori nei confronti di comportamenti infantili palesemente anomali risultano ancorate le speranze della ricerca di settore.
Per chiunque fosse interessato ad avvicinarsi alla comprensione di una patologia che colpisce circa l'1% dei cittadini italiani, la giornata di domani vedrà il fiorire di iniziative lungo la nostra Penisola e di iniziative, patrocinate dallo stesso Ministero della Salute, rivolte all'ampliamento dello spettro informativo legato all'autismo che andranno a coinvolgere tutti i principali capoluoghi di provincia italiani grazie all'entusiasmo delle associazioni di settore e dei loro volontari.
Obiettivo dichiarato degli enti promotori è dunque quello di sfatare i numerosi tabù legati alla malattia e di lenire quel panico sociale scatenato da folli tesi pseudomediche e riportato recentemente in auge da film tematici il cui unico scopo è lucrare sulla pelle dei malati ed illudere i loro genitori circa una possibile soluzione.





