Olio ozonizzato contro la cellulite
Mamma, smettila di usare la lacca che fai male all'ozono.
Se siete stati bambini negli anni '80 e avete ripetuto la frase come un mantra fino a sfinire i vostri genitori, appartenete ad un'epoca storica in cui il termine “ozono” è prepotentemente entrato nel linguaggio mediatico portando con sé un carico di inquietudini e preoccupazioni destinato a riverberarsi fino ai giorni nostri.
Il celebre buco nell'atmosfera, causato da polveri sottili e fattori inquinanti (tra i quali le emissioni prodotte dalla lacca della mamma) ha rappresentato uno dei grandi allarmi naturalistici del secolo scorso e ha richiamato l'attenzione mondiale su un composto chimico essenziale alla sopravvivenza della vita sul Pianeta, fino ad allora pressoché sconosciuto ad un pubblico di non addetti ai lavori.

A trent'anni di distanza da quel buco (precursore di un altrettanto preoccupante buco nel bilancio) e di quelle acconciature in voga negli anni '80 che costringevano la popolazione femminile ad una perenne dipendenza da lacca, l'inconsapevole molecola composta da tre atomi di ossigeno è nuovamente al centro della ribalta mediatica questa volta in virtù dei nuovi sviluppi terapeutici legati alla sua azione.
Combinando la molecola costituita da tre atomi di ossigeno (O3) con il comune olio d'oliva (o comunque con un olio di natura vegetale), è infatti possibile ottenere un composto chimico in grado di far fronte a numerosi problemi muscolari e cellulari, primo tra tutti l'annosa cellulite che tedia l'universo femminile molto più delle preoccupazioni legate alla tenuta della permanente.
L'olio d'oliva è infatti, per sua stessa natura, un composto che tende ad ossidarsi (il che spiega perché viene rinchiuso in bottiglie dal vetro opaco e perché se ne sconsiglia l'esposizione ai raggi solari), cioè a legarsi rapidamente con l'ossigeno presente nell'aria, trattenendo al suo interno i preziosi atomi in virtù di una struttura chimica (dovuta a trigliceridi e grassi insaturi) in grado di “intrappolarli”.
Partendo da questa ovvia quanto empirica considerazione, numerosi ricercatori hanno constatato che adducendo un supplemento di ossigeno all'olio, mediante appunto la molecola di ozono, era possibile dar vita ad un nuovo composto, che prende il nome di olio ozonizzato, in grado di garantire un rilascio di ossigeno nei tessuti cutanei una volta applicato alla pelle, favorendo così una migliore ossigenazione delle cellule presenti nell'epidermide.
L'olio ozonizzato può dunque essere impiegato (spesso in associazione con altri principi attivi) per combattere tutte quelle patologie cutaneee che sono dovute a una degenerazione cellulare dettata da un'insufficiente ossigenazione dei tessuti, prima tra tutte la cellulite, che altro non è se non un ipertrofia delle cellule adipose disposte sotto il tessuto cutaneo.
Nell'annosa battaglia contro quello che è diventato il cruccio primario di chiunque si sottoponga alla fatidica “prova costume”, creme e prodotti cosmetici contenti olio ozonizzato potrebbero risultare l'alleato decisivo, atteso per secoli dalle donne di tutto mondo, in grado di arginare, ridurre o addirittura sconfiggere l'effetto a buccia d'arancia.
La tecnologia è di recente ideazione, ma riscontra già l'apprezzamento di numerose fruitrici che asseriscono di aver tratto giovamenti insperati da una costante applicazione e di svariati sportivi che ricorrono a questa terapia naturale per far fronte a problemi di infiammazione muscolare; il tempo e i numerosi test clinici in atto indicheranno ulteriori vie di sviluppo per i prodotti a base di olio ozonizzato e forniranno indicazione sempre più precise sui suoi possibili utilizzi in ambito medico e cosmetico.
Dal momento che l'ozono potrebbe rivelarsi un ottimo aiuto per tutti quei problemi che vi affliggono da una vita, consigliamo vivamente di evitare di danneggiarlo attraverso emissioni indesiderate: per cui, posate quella lacca, che gli anni'80 sono finiti da un pezzo.


