Tre pomodori camminano per la strada. Papà pomodoro, mamma pomodoro e il pomodorino. Il pomodorino cammina con un'aria svagata e papà pomodoro allora si arrabbia, va da lui, lo schiaccia e dice. “Fai il concentrato!”
La breve freddura, resa celebre dal film Pulp Fiction, non è stata riproposta in questa sede con l'intento di abbassare la temperatura corporea di oggi (come il suo epiteto suggerirebbe), ma semplicemente per invitare la nostra mente alla ricerca di un epilogo differente, alla luce delle più recenti scoperte in campo sanitario.

Se, infatti, il proverbiale concentrato di pomodoro ha sempre rappresentato, grazie ad un laborioso processo di essiccazione, la variante più nota del celebre ortaggio e l'alimento che meglio riassumeva tutte le virtù nutrizionali della pianta; da oggi, pare che la concentrazione dei pomodori sia destinata a raggiungere un livello superiore, destinato ad un impiego di natura terapeutica.
L'Università di Cambridge ha infatti realizzato e testato una particolare “pillola di pomodoro” in grado di migliorare la salute delle nostre arterie e di salvaguardarci dalla minaccia potenziale costituita da infarti e ictus.
Benché siano note da anni le proprietà antiossidanti dei pomodori e la loro capacità di mantenere in uno stato di buona salute il nostro sistema cardiovascolare, i meccanismi attraverso i quali agiva il licopene, composto alchilico presente in grandi dosi nell'ortaggio, si limitavano, per lo più, al campo delle ipotesi e della comune esperienza empirica.
Prendendo spunto da un'ampia letteratura che ipotizzava l'esistenza di un nesso causale tra i livelli di licopene nella nostra alimentazione e la salvaguardia del cuore, i medici sono riusciti a sintetizzare il “principio attivo” in una normale compressa (contenente 7 mg di licopene per dose), per poi passare al vaglio le loro teorie attraverso un lungo test condotto su volontari selezionati in base alle condizioni di salute del loro apparato cardiovascolare e suddivisi in “soggetti sani” e “soggetti a rischio”
Sia i pazienti sani che i pazienti con problematiche cardiache sono stati suddivisi in due ulteriori gruppi (di natura “mista) e sono stati trattati per tutta la durata del test con la pillola ad alto contenuto di licopene, oppure con un placebo, in modo del tutto casuale, seguendo lo schema del doppio-cieco che non consente di conoscere la paziente la natura del prodotto ingerito.
Al termine dell'esperimento è risultato che i soggetti con una pregressa storia clinica legata a problemi cardiovascolari che avevano assunto la pillola la licopene, presentavano un netto miglioramento del flusso sanguigno con una capacità aumentata del 53%, misura in grado di restituire alla circolazione un'incidenza simile a quella dei soggetti sani e di preservare il cuore dal pericolo di infarto e ictus.
La ricerca di Cambridge, pubblicata sulla rivista Plos One, possiede una duplice valenza in ambito nutrizionale; se i soggetti considerati “a rischio” potranno infatti trarre benefici dalla pillola ad alto contenuto di licopene, le recenti scoperte si configurano come un invito esplicito, esteso a tutti, a proseguire nell'alimentazione di tipo mediterraneo, nella quale i pomodori abbondano e i rischi di patologie cardiache appaiono allontanati da una dieta ricca di vitamine e anti-ossidanti.
A fronte delle infinite qualità benefiche del pomodoro, resta solo da rammaricarci per la malaugurata sorte di pomodorino, costretto da un padre troppo severo a vedersi negata la possibilità di crescere e condannato prematuramente ad una fine penosa, anzi lico-penosa (e con questo chiediamo realmente scusa a tutti!).
Ultimi da Emerge il Futuro
- In arrivo un'applicazione per monitorare le radiazioni emesse dal cellulare
- Con Ars Medica arriva l'assitenza fisioterapica alla Granfondo San Gottardo
- Tutto pronto per il motoraduno "Motor's Lake"
- Ciclismo giovanile: al via il Trofeo Dipendenti Comunali a Caivano
- Ciclismo juniores: una nuova veste per il memorial Luciana Cingolani










