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Sigarette elettroniche, l'Oms propone il divieto ai minori e nei luoghi pubblici

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Sigarette elettroniche, l'Oms propone il divieto ai minori e nei luoghi pubblici

Avete presente quella strana sensazione che si prova durante le ore di matematica al liceo, quando il professore illustra le gioie delle funzioni e dei punti di flesso senza che voi riusciate a comprendere di cosa diavolo stia parlando e da dove possa mai derivare tutto quell'entusiasmo?

Se state vivendo una sensazione analoga ogni volta che accostate le vostre orecchie al dibattito che anima la sanità locale e mondiale sulla natura delle sigarette elettroniche, niente paura: la vicenda è talmente intricata e poco chiara da legittimare sia lo scetticismo più incallito, sia le prese di posizione più radicali.

omssigaretta

Dopo essere state ideate e commercializzate, le e-cig sono state per qualche breve istante ritenute dai governi di mezzo mondo come la panacea di tutti i mali e il messia che avrebbe condotto l'umanità fuori dalla schiavitù del tabacco, salvo poi assistere ad un rapido dietro-front, dettato da istanze ancora oscure, che ha portato al bando del prodotto da locali pubblici e scuole, senza che per altro si sia mai giunti ad una conclusione definitiva sulla loro possibile nocività.

A distanza di qualche giorno dal capolavoro del Governo che fa rientrare dalla finestra un particolare tipo di sigaretta elettronica (guarda caso prodotto da Philip Morris e non dall'artigiano sotto casa), si inserisce a gamba tesa nella discussione più autoreferenziale del decennio anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale emana un documento di scomunica senza prova di appello.

Secondo l'Oms sarebbe auspicabile che tutti i governi del mondo vietassero la vendita delle e-cig ai minori (comprese quelle che non contengono nicotina) e bandissero gli strumenti da “svapo” da ogni luogo pubblico, almeno fino al giorno in cui verrà dimostrata, al di là di ogni ragionevole dubbio, l'indole bonaria del prodotto e la sua incapacità di danneggiare l'organismo umano.

Le motivazioni di una sentenza che si rivelerà senz'altro più che lieta per i governi lasciati in balia di loro stessi e per le sette sorelle di Big Tobacco si basa sulla presunzione di colpevolezza delle e-cig, le quali potrebbero rappresentare un pericolo per la salute umana e danneggiare i soggetti più deboli, bambini e donne incinte in particolar modo.

Le sigarette elettroniche non costituirebbero inoltre, secondo l'Oms, un valido incentivo per smettere di fumare (nemmeno le mentine, se per questo) e attirerebbero i minorenni tra le spire di un vizio che potrebbe rivelarsi fatale negli anni a venire.

Premesso che la reale pericolosità delle sigarette elettroniche verrà chiarita non prima di svariati anni e che la comunità medica è interamente divisa sull'argomento, la decisione appare sicuramente sensata se la si guarda dal punto di vista del consumatore e dei soggetti esposti al vapore delle e-cig, un po' meno se la si osserva dal punto di vista di tutte quelle piccole aziende che sono state incentivate a produrre il nuovo ritrovato e che oggi firmano cambiali con cadenza quasi quotidiana maledicendo l'iniziale entusiasmo dei loro governanti.

Molto più logico sarebbe stato immettere il prodotto sul mercato al raggiungimento di un consenso unanime ed inequivocabile sui rischi connessi al suo utilizzo; molto più logico sarebbe stato decidere una normativa generale inderogabile senza cambiare idea in base alla direzione in cui soffiava il vento; molto più logico, infine, sarebbe stata un'osservazione della sigaretta elettronica in laboratori super partes gestiti da enti che non traggono profitto dalla vendita di prodotti da tabacco.

Talmente logico da dispiegare davanti a sé persino i misteri delle funzioni e dei punti di flesso di cui parlava con entusiasmo il professore al liceo.

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