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Vizi e cattive abitudini potrebbero avere un'origine genetica

27 Ago 2014
Vizi e cattive abitudini potrebbero avere un'origine genetica

Capita spesso, quando si è adolescenti, di inseguire modelli estetici e comportamentali non proprio ortodossi e di ritrovarsi a cadere tra le sinuose braccia di vizi duri da estirpare, una volta diventati adulti e abbandonata la rincorsa alle chimere giovanili.

Se trascorrete la metà del vostro tempo a maledire il giorno in cui vi si siete accesi la prima sigaretta, versati la prima vodka alla menta, o divorato il primo McBacon, da oggi vi viene offerta la possibilità di incolpare i vostri genitori (come se già non lo faceste!) e di scagionare da ogni colpa la vostra ingenuità giovanile, vittima più di una componente genetica che delle lusinghe dei vari Lucignoli di turno.

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Secondo una ricerca condotta dall'Università di Adelaide, le cattive abitudini potrebbero infatti venire trasmesse dai genitori ai figli, già a partire dal processo di concepimento, insieme all'onerosa eredità genetica che determina i nostri comportamenti almeno quanto le cause ambientali con le quali ci troviamo ad interagire nel corso dei primi nostri anni di vita.

Secondo Sarah Robertson, responsabile del progetto, gli spermatozoi e gli ovuli dei genitori sarebbero in grado di trasmettere le memorie genetiche collegate alle cattive abitudini (fumo, alcool o alimentazione sregolata), persino in caso in cui mamma e papà si fossero convertiti ad un ideale salutista da anni, confinando i loro vizi ad una fase storica lontana nel tempo.

Secondo il paradigma di indagine che prende il nome di epigenetica, i nostri geni sarebbero in grado di serbare memoria dei fattori ambientali con i quali sono sono entrati in contatto durante il corso dell'esistenza e di trasmettere alla prole non soltanto le loro caratteristiche originarie, ma anche quelle acquisite attraverso determinate mutazioni dovute all'assunzione di sostanze in grado di alterare la loro struttura interna e, dunque, un'eventuale disintossicazione pre-concepimento non metterebbe al riparo i nostri figli dagli errori commessi in passato.

I ricercatori australiani invitano all'abbandono definitivo del modello, in auge fino a qualche decennio fa, che vede il nascituro come una “tabula rasa” da formare, educare e indirizzare verso le abitudini che riteniamo più corrette, indipendentemente dalla nostra capacità di attenerci alle basilari norme in materia di salute.

Un unica perplessità: in caso di un figlio dedito ad alcool, tabacco e McDonald's, nonostante i suoi genitori abbiano condotto la più pia delle esistenze e abbiano mantenuto casti i loro stomaci, polmoni e fegati anche durante gli anni delle tempeste ormonali del liceo?

In tal caso, giungerà in soccorso della prole qualche teoria Freudiana che riuscirà a far ricadere in egual modo su mamma e papà ogni sorta di colpa possibile (modello Antico Testamento pre-Giobbe); d'altronde, quando si decide di mettere al mondo un figlio, si è preparati a tutto.

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