Se vivessimo in universo dominato dalle metafore e da un'accezione allusiva del nostro linguaggio in grado di associare le incolori sensazione ad un sapore intrinseco, non vi è dubbio alcuno che il risentimento risulterebbe amaro come un caffè senza zucchero, le occasioni perdute avrebbero un retrogusto agrodolce e l'amore sarebbe talmente dolce da compromettere la normale produzione di insulina.
L'idea di trasferire i luoghi comuni ad un piano decisamente più pragmatico delle nostre vite è probabilmente piaciuta molto ad un'equipe di ricercatori facenti capo alla University of Western Ontario in Canada; i quali, spinti dal più romantico degli intenti, asseriscono senza mezzi termini che la sola idea della persona amata è in grado di alleviare gli effetti dovuti ai proverbiali cali di zucchero.

Secondo i medici canadesi, pensare intensamente al proprio (propria) partner per un tempo pari a sei minuti, spingerebbe il nostro metabolismo ad aumentare i livelli di glucosio e a favorire il recupero delle naturali funzioni fisiologiche, sconvolte dall'improvvisa carenza alimentare.
Il team di ricerca, guidato dalla dottoressa Sarah Stanton, è giunto a questa folgorante conclusione dopo aver condotto un lungo test su 183 volontari, ai quali veniva chiesto di pensare intensamente alla persona amata, mentre i medici monitoravano loro i livelli di glucosio presenti nel sangue.
Dallo studio, pubblicato sulla rivista Psychophyosolgoy, è emerso che i livelli in questione tendevano ad innalzarsi ogni volta che l'attenzione si focalizzava sulle fattezze dall'amato(a), mentre la medesima tecnica si rivelava inefficace qualora l'oggetto della riflessione fosse di natura differente, fino al caso limite di determinati pensieri in grado di portare addirittura all'abbassamento del glucosio nel sangue, soprattutto nell'eventualità di una connessione con sensazioni piacevoli.
La ragione alla base di questo particolare effetto sarebbe dovuta al fatto che pensare alla persona amata spingerebbe l'organismo a produrre un'elevata quantità di cortisolo, ormone tradizionalmente associato allo stress, alla cui presenza nel sangue corrispondono livelli più o meno elevati di glucosio e ai cui innalzamenti repentini (secondo uno schema “a picchi”) seguono brevi fasi di euforia e benessere.
Stando ai risultati emersi dalla ricerca, il solo pensiero dell'amore sarebbe dunque in grado di produrre uno sconvolgimento emotivo nel nostro corpo e le tradizionali “farfalle nello stomaco” potrebbero aiutare la ripresa a seguito di un calo di zucchero.
Dal momento che la tecnica non possiede controindicazioni, né effetti collaterali, suggeriamo di fare un tentativo la prossima volta che la vostra vista dovesse farsi piuttosto offuscata e le gambe reclamassero vendetta, senza il prevviso necessario a riconoscere l'appropriata sintomatologia.
Se, poi, il malore che vi ha colti dovesse avere una differente origine (calo di pressione, colpo di calore) e il pensiero dell'amata dovesse rivelarsi inefficace a rianimarvi, cercate di non farvi cogliere da troppa acredine verso i medici canadesi: anche in un mondo metaforico, certi sapori risultano difficili da scacciare.










