Quando si vuole spiegare a qualcuno il concetto di “tautologia”, frase assiomatica che risulta essere sempre vera, si ricorre al folgorante esempio costituito dalla proposizione “io sono io”, verità universale talmente evidente da rendere l'idea meglio di ogni lunga e dettagliata dimostrazione presente nei manuali di logica.
In realtà, volendo cercare il pelo nell'uovo all'antica disciplina linguistica, il concetto di “io” è biologicamente piuttosto vago: la nostra persona non è infatti un'unità inscindibile, ma un complesso microsistema nel quale dimorano numerosi organismi, la cui sopravvivenza è strettamente connessa con la nostra esistenza, primo tra tutti il celeberrimo Helicobacter Pylori, minuscolo esserino che dimora all'interno del muco gastrico presente nel nostro stomaco.

Il piccolo batterio dalla forma di elica sarebbe tuttavia, secondo l'opinione del premio Nobel per la medicina 2005 Barry Marshall, completamente inutile alla sopravvivenza della specie umana, avendo esaurito le sue funzionalità legate alla protezione dell'organismo umano dalle allergie ed essendosi trasformato nella causa scatenate di numerose patologie a carico dell'apparato digerente, ulcera in primis.
Barry Marsahll, recentemente premiato con una laurea Honris Causa dall'Università La Sapienza di Roma, è noto in tutto il mondo proprio per i suoi studi sull'Helicobacter Pylori compiuti in coppia con Robin Warren, che gli consentirono di dimostrare la correlazione tra la presenza del batterio elicoidale e l'insorgenza di gastriti e ulcere peptiche, andando a ribaltare, attraverso un lungo e doloroso esperimento condotto su sé stesso, il paradigma vigente in ambito medico che vedeva nelle infiammazioni del tratto digerente la causa di un accumulo di stress totalmente indipendente da fenomeni legati ad agenti patogeni.
In sostanza: mentre la medicina classica ha sempre sostenuto l'indispensabilità dell'Helicobacter Pylori ai fini di una corretta digestione e della preservazione delle condizioni ambientali nello stomaco, attribuendo la comparsa di infezioni ad altre cause; Marsahall è riuscito a mettere in crisi la visione dominante, ingurgitando massicce dosi di Helicobacter e dimostrando in seguito, come le numerose infezioni contratte, fossero spiegabili proprio a partire dalla presenza del batterio nel suo stomaco.
Secondo Marshall la difesa della funzione dell'Helicobacter che ancora sussiste in determinate scuole di pensiero mediche è legata all'influenza delle cause farmaceutiche, le quali hanno potuto commercializzare per decenni farmaci anti-acido che non eliminavano le vere cause del problema, ma si limitavano ad alleviare la sintomatologia connessa, rendendo così il loro impiego continuativo e indispensabile per chiunque soffrisse di frequenti mal di stomaco.
Trattare un'ulcera come il prodotto di cause di tipo psico-somatico non elimina infatti l'agente scatenate, cioè l'Helicobacter, né la patologia stessa, che può essere trattata solo mediante categorie farmaceutiche di tipo antibiotico, atte cioè a debellare gli organismi nocivi.
Marshall ha concluso la sua dissertazione auspicando l'avvento di un futuro prossimo nel quale l'Helicobacter venga rimosso completamente dallo stomaco di ogni essere umano: dal momento che il batterio è inutile (o nocivo), non vi è ragione alcuna per servirsene e anche questa, nel suo piccolo, è una tautologia utile a rendere il concetto da un punto di vista logico.










