Il celeberrimo assunto in base al quale gli “ultimi” sono destinati a diventare i “primi” ha ispirato nei secoli milioni di persone desiderose di riscatto umano e sociale, a prescindere dalla loro fede religiosa e a prescindere dall'effettiva riuscita della pittoresca inversione dei ruoli prevista dalla profetica sentenza.
Non ci è dato di sapere al momento se Steve Ballmer rientri nella nutrita schiera di ammiratori dell'evangelica sentenza, ma sicuramente il ritardo con cui Microsoft si è affacciata al mondo dei sistemi operativi per dispositivi mobili pare sia destinato ad essere colmato dal repentino avvento di uno dei primi smartwatch di ultima generazione (prototipi ed errori esclusi) in commercio su scala planetaria, grazie al quale l'azienda riuscirà a cogliere d'anticipo persino Apple.

Secondo fonti anonime citate dalla rivista Forbes, pare infatti che Micorsoft si appresti a lanciare il proprio smartwatch entro la fine del corrente mese di Ottobre, in tempo utile per vedere il proprio dispositivo comodamente adagiato all'interno di pacchetti natalizi e calze della befana e per garantirsi un'ampia fetta di mercato in attesa del ciclone Ios.
Il dispositivo ideato da Microsoft avrà inoltre potenzialità e funzionalità al momento non previste dalla concorrenza: lo smartwatch di Microsoft sarà infatti in grado di interagire con gli altri sistemi operativi (a differenza di Apple e Google che punteranno inizialmente sull'esclusività) e potrà essere sincronizzato anche con telefoni non basati su Windows Mobile, il tutto con l'intento di rendere l'orologio appetibile anche agli occhi dei fedelissimi delle marche concorrenti.
In secondo luogo, Microsoft ha deciso di incentrare il proprio progetto sul fattore legato alla durata della batteria, che potrebbe rivelarsi determinante nella scelta di un dispositivo che ricopre la duplice funzione legata ad un ambito tecnico ed estetico; mentre i primi Apple Watch e Google Watch potranno garantire un'autonomia massima pari ad una giornata di utilizzo, il prodotto di Microsoft pare (condizionale d'obbligo) consentire un'autonomia doppia grazie ad una sapiente ideazione delle batterie integrate.
Non mancheranno, logicamente, tutte le funzioni legate al monitoraggio delle condizioni di salute e delle sessioni di allenamento che rappresentano, al momento, il maggiore incentivo in grado di spingere un'ampia utenza verso la conversione agli orologi intelligente e di porsi come reale surplus rispetto a tutto quanto viene già controllato, osservato e ricercato mediante un comunissimo smartphone di fascia medio-alta.
Secondo gli analisti di mercato, pare che la tecnologia indossabile costituirà il vero banco di prova per le grandi aziende informatiche molto prima di quanto si sarebbe potuto supporre sulla base agli infiniti ritardi di ideazione e produzione fin qui adottati dai giganti di settore: già dal 2015 orologi e occhiali virtuali potrebbero rappresentare una fetta di mercato pari a 7,1 miliardi di dollari; porzione piuttosto rilevante se si considera che il mondo della telefonia mobile ha dovuto attendere quasi un decennio prima di assistere ad una definitiva esplosione su scala planetaria.
Non potendo né confermare né smentire le segretissime fonti citate da Forbes per evidenti ragioni di natura pratica, ci limitiamo ad attendere il rapido avvento dello Smartwatch prodotto da Micorsoft per verificare di persona l'assunto in base al quale gli ultimi possono diventare primi semplicemente facendo leva su qualche buona idea e tanta voglia di non rimanere fuori dai giochi.




