A meno di una scelta di castità perenne dovuta a vocazioni di tipo religioso, alla mancanza di occasioni reali o ad altre scelte più o meno volontarie, il primo rapporto sessuale costituisce probabilmente il più importante spartiacque nella vita di ognuno di noi, sia che si conservi un ricordo piacevole dell'evento, sia nel caso di una deludente avventura su un sedile posteriore di una macchina usata.
Per quanto le nostre esperienze possano apparirci importanti, sono destinate tuttavia a rimpicciolirsi un po' se paragonate alla portata scientifica della scoperta compiuta dal professor John Long dell'Università di Adelaide, al quale va il merito di essere riuscito ad identificare e datare (con una certa approssimazione) il primo rapporto sessuale mai avvenuto sul pianeta Terra.

La coppia di amanti più precoce della storia è costituita da due esemplari di placoderma (embrionale forma di vita marina), già noti ai ricercatori a seguito del ritrovamento di un prezioso fossile (avvenuto nel lontano 1888) che ha consentito allo studioso australiano di determinare le modalità del coito preistorico ad oltre un secolo di distanza dall'iniziale reperimento.
Partendo dalla costituzione del fossile, un'equipe di ricercatori capitanata dallo stesso John Long è riuscita a stabilire che l'ignota appendice presente su uno dei due esemplari altro non era se non un arcaico organo sessuale, attraverso il quale il maschio della specie si trovava in procinto di trasferire il proprio seme all'esemplare femminile presente nell'unione fossilizzata.
L'atto sessuale vero e proprio è avvenuto, secondo le ricostruzioni, tramite modalità di accoppiamento laterale, data l'impossibilità di dedicarsi ad unioni “più tradizionali”, dovuta alla particolare conformazione anatomica dei due pesciolini, ben lontani dal possedere le caratteristiche riproduttive considerate comuni in ere geologiche successive.
Nonostante si ipotizzi che la presenza di un meccanismo riproduttivo basato sulla distinzione sessuale risalga ad oltre 500 milioni fa, il fossile australiano (la cui età è stimata in 385 milioni di anni) rappresenta la più antica prova tangibile in possesso dell'umanità atta a testimoniare l'esistenza di rapporti sessuali sulla Terra, dal momento che non è stato possibile fino ad oggi stabilire analoghe modalità di accoppiamento in altri reperti biologici..
Pare dunque chiarita l'origine del primo rapporto sessuale avvenuto sul nostro Pianeta e con esso l'importante dimostrazione di quanto postulato da numerose teorie scientifiche formulate durante il corso degli ultimi decenni: resterebbe ora solo da stabilire l'eventuale tasso di gradimento dei due soggetti coinvolti, giusto per ampliare quell'immensa casistica che definisce “la prima volta” di ognuno di noi.





