Chiunque abbia acquistato un dispositivo Nokia n95, durante un'era geologica antecedente all'avvento del big bang scatenato da iPhone, si sarà probabilmente domandato a lungo cosa fosse quello strano sensore, denominato accelerometro, che consentiva all'utente di misurare i propri passi, la propria velocità di percorrenza e persino le calorie quotidiane consumate nell'arco di una giornata, semplicemente tenendo in tasca il telefono.
A distanza di cinque o sei anni dall'ultima vera geniale intuizione della casa finlandese, acquistare un telefono sprovvisto di tutte le funzioni possibili e immaginabili aventi per oggetto il mondo del fitness equivarrebbe ad un'eresia assoluta verso la rinnovata religione del benessere, la cui ascesa è stata favorita anche (e soprattutto) dall'introduzione di dispositivi che consentono di vagliare ogni parametro vitale presente all'interno del nostro organismo.

Con l'intento di sbaragliare l'agguerritissima concorrenza in merito, Google ha recentemente immesso sul mercato una nuova applicazione che promette di essere la quinta essenza della salute distillata in circuiti e transistor: sulla scia dei successi ottenuti da Samsung e Apple, Google Fit consente un monitoraggio completo dei movimenti effettuati durante l'arco della giornata (siano essi basati su spostamenti a piedi o in bicicletta) e la sincronizzazione automatica con un sito studiato ad hoc per tenere traccia dei progressi effettuati e dello storico relativo alla proprie prestazioni fisiche a 360 gradi (google.com/fit).
L'app ideata da Google e già disponibile su Play Store punta su un'ampia compatibilità con una vasta gamma di dispositivi per porsi alla stregua del “must have” assoluto in materia di fitness: Google Fit è infatti compatibile con i più diffusi modelli di smartphones e tablet basati sul sistema operativo android e strizza l'occhio, in maniera non troppo discreta, verso il nascente mercato della tecnologia indossabile, essendo concepita per funzionare su tutti gli smartwatch provvisti di Android Wear.
Il funzionamento dell'applicazione ricalca fedelmente i principi che hanno reso la tecnologia vincente durante gli ultimi anni, servendosi dei sensori integrati nei telefoni o nei tablet per registrare il movimento effettuato, ma aggiunge alle varie offerte presenti sul mercato la possibilità di porsi come elemento centrale nella gestione della totalità dei dati ottenuti, consentendo all'utente di poter sincronizzare tutte le app più popolari di settore (Runtastic, Runkeeper etc) con la nuova piattaforma e di poter accedere a Google fit indipendentemente dall'applicazione scelta.
In sostanza, Google Fit si pone come elemento in grado di unificare l'arcipelago di applicazioni incentrate sul fitness presenti nei vari store, fungendo da intelligenza centrale per tutte le app subordinate e fornendo un quadro più esaustivo della salute complessiva dell'utente rispetto ai parziali offerti da app specifiche.
In caso dunque, l'acquisto incidentale di un ormai antichissimo Nokia n95 vi abbia traghettato all'interno del regno dei piaceri de fitness o, più semplicemente, vi abbia spinto a cimentarvi con sedute di allenamento giusto per non lasciare a marcire l'inedita funzionalità di sistema, Google offre ora la nuova Bibbia tecnologica incentrata sul mondo della salute, in grado di convertire al nuovo Verbo persino coloro per i quali telefoni e tablet rappresentano l'occasione ideale per accedere ad internet senza la fatica di doversi alzare dal divano.




