Lecitina di soia per ripulire il mare dal petrolio
Cantato da mille poeti a da mille esploratori, il mare è tragicamente tornato al centro delle cronache europee per la sua capacità di inghiottire vite umane in fuga e di restituire corpi senza respiro ed emergenze sociali, destinate ad animare la vita degli spenti salotti televisivi nostrani in un continuo balletto di condizionali e congiuntivi.
Lontano dalle priorità umane e dalle nostre coste, il mare continua tuttavia ad essere anche il teatro degli errori e degli sprechi umani, dove l'ennesima immensa chiazza di petrolio ha recentemente fatto la sua comparsa al largo delle incontaminate coste delle isole Canarie, riproponendo uno scenario apocalittico già visto infinite volte.

L'emergenza legata all'affondamento di un peschereccio al largo delle coste spagnole e il successivo riversamento in mare di una quantità di petrolio tale da produrre una chiazza lunga 70 chilometri ha infatti posto l'accento sulla ricerca di una soluzione pratica ed eco-sostenibile, destinata a mondare i mari dai travasi di idrocarburi, senza arrecare troppi danni alle inconsapevoli specie che dimorano sui suoi fondali.
Sbloccando uno stallo che dura ormai da anni, una ricerca condotta dall'American Chemical Society pare aver trovato una soluzione efficace al problema, andando a sfruttare l'impiego di soia per ripulire i mari dai versamenti in tempi abbastanza celeri e senza il ricorso a soluzioni chimiche invasive che rischiano di fare più danni di quanti non ne producano gli stessi idrocarburi depositati sullo specchio d'acqua.
Una serie di test effettuati in laboratorio ha infatti mostrato l'inedita capacità della lecitina di soia di dividere le molecole petrolifere e di favorire il naturale processo di eliminazione delle scorie, mediante la scomposizione del greggio in molecole sempre più piccole e facilmente assorbibili dall'acqua.
Stando a quanto sostengono gli studiosi americani, la lecitina di soia riuscirebbe a produrre risultati migliori dei tradizionali soventi industriali, comportando un costo di produzione decisamente minore e un livello di tossicità prossimo allo zero assoluto.
Se la ricerca pubblicata su Acs Sustianable Chemistry and Engireeing troverà un'applicazione pratica anche sul campo rappresentato dagli infiniti mari a cielo aperto, potremo rapidamente tamponare le emergenze ambientali generate a partire dai versamenti di petrolio, ripulendo il mare da uno di quegli infiniti condizionali e congiuntivi che affollano le sue travagliate vicende.



