WhatsApp: chiamate vocali attive, ma solo per Android
Quando il signor Antonio Meucci inventò il primo apparecchio telefonico nel lontano 1871, tutto avrebbe immaginato fuorché che si sarebbe giunti un giorno a superare il complesso sistema di chiamate basato sulla presenza di centraliniste indispettite e che sarebbe presto giunta un'epoca storica in cui il servizio sarebbe diventato completamente gratuito, o quasi.
Dopo aver colpito a più riprese gli interessi delle principali compagnie telefoniche direttamente sulle gengive, dimostrando al mondo come risulti possibile comunicare via sms in modo pressoché gratuito e illimitato, inizia oggi la nuova sfida di WhatsApp al mondo della telefonia, grazie all'avvento del primo embrionale sistema di telefonate via internet messo in campo dall'azienda nel tentativo di riuscire in un progetto di riconversione su larga scala, ampiamente tentato e fallito da Microsoft con Skype.

Non ancora disponibile per Ios e per laptop, il sistema di chiamate vocali di WhatsApp è attualmente presente in modo esclusivo per smartphone basati sul sistema operativo Android, a seguito di numerosi ritardi di progettazione, intoppi di realizzazione e fantomatici annunci che hanno spostato la data dell'avvento relativa alla nuova funzionalità di oltre un anno rispetto alle rosee previsioni iniziali dell'azienda facente capo a Facebook.
Nonostante una serie di disservizi e un'assistenza agli utenti quantomeno latitante, il nuovo servizio di chiamate vocali di WhatsApp pare comunque incontrare il sommo gaudio dei primi fruitori, che si sono svegliati ieri mattina trovando una misteriosa icona all'interno dell'app che comunicava loro in modo elusivo l'avvento della funzione e la piena possibilità di telefonare senza il ricorso a soluzioni non ufficiali e plug-in che aveva contraddistinto le convulse fasi legate al lancio del progetto.
Non è ancora nota al momento la data in cui il servizio farà il suo approdo sui dispositivi a marchio Apple, ma numerose indiscrezioni garantiscono ottimisticamente che l'attesa sia destinata a concludersi nel giro di un paio di settimane e che i ritardi in atto sono legati a lievi problematiche di natura tecnica e non alla volontà dell'azienda di escludere iPhone dal novero della nuova funzione.
L'eventuale successo o insuccesso delle chiamate vocali a mezzo WhatsApp rappresenta non solo il semplice banco di prova per le future ambizioni dell'azienda, ma probabilmente la chiave di volta per un intero settore legato alle telefonate condotte attraverso la Rete, ancora lontano dal conoscere una reale espansione e dal portare un pizzico di stupore nella lontana memoria di Antonio Meucci.





