Internet: la Rete potrebbe giungere al collasso entro otto anni In evidenza
Attraverso una serie pressoché sterminata di versioni e varianti, il tema dell'Apocalisse rappresenta uno dei fili conduttori della storia umana e la paura che il mondo conosciuto possa un giorno scomparire da un momento all'altro ha costituto nei secoli la principale fonte di preoccupazione per miliardi di individui comodamente adagiati sulle proprie faccende e vicende.
Dal momento che, salvo rare eccezioni, alla repentina fine della vita sul Pianeta Terra ormai nessuno crede più davvero, stanno fiorendo in questi anni alcune sotto-categorie apocalittiche, atte a coinvolgere solo alcuni versanti della nostra quotidianità, come ad esempio, quella gigantesca Rete dalla quale ormai transita buona parte delle nostre informazioni e delle nostre attività lavorative.

Secondo gli esperti, il mondo di internet potrebbe presto trovarsi vittima di una carenza di spazio rispetto all'effettiva richiesta di dati, tale da generare un sovraccarico a livello globale in grado di portare alla morte del Web, quasi per entropia, con buona pace per tutte le attività che vengono quotidianamente svolte attraverso le Rete e per un mercato hi-tech che proprio sulla presenza del Web ha costruito imperi sconosciuti alle grandi multinazionali alimentari o automobilistiche.
Nel corso di un recentissimo meeting organizzato presso la Royal Society di Londra, un nutrito gruppo di scienziati ha infatti paventato l'ipotesi che la capacità di Internet di immagazzinare e diffondere dati si trovi a soffrire di un'intrinseca limitazione spaziale e che l'imprevisto e progressivo aumento della domanda potrebbe riverberarsi sul funzionamento dell'intero sistema nel giro di otto anni o poco più.
Benché Internet risulti concettualmente illimitato in termini di tempo, la sua capacità di immagazzinare dati si trova soggetta a teoriche limitazioni di spazio che, nonostante possano apparire quasi infinite agli occhi di un comune fruitore, possiedono di fatto un limite che viene costantemente messo a dura prova dall'immissione di contenuti sempre più pesanti e sempre maggiori in quanto a numero.
L'esplosione dei social networks e dei contenuti audio-video avrebbe cioè generato un aumento di domanda che si pone ben al di là dei limiti per la quale la Rete era stata originariamente progettata e spinto il sistema in direzione di carenze di spazio, in risposta alla quali occorrerebbe progettare in tempi rapidi infrastrutture dotati di maggiore capacità di archiviazione o in grado di rigenerarsi autonomamente a fronte di una richiesta complessiva inesorabilmente condannata a crescere di pari passo con la diffusione planetaria dei principali servizi.
Se internet sia effettivamente destinato a scomparire da un giorno all'altro non ci è dato al momento di saperlo, ma la teoria formulata dagli scienziati inglesi potrebbe porsi come monito per la ricerca di soluzioni in grado di cogliere in anticipo il problema e di scongiurare l'avvento di uno scenario, se non proprio apocalittico, quantomeno decisamente inquietante.





