Rivoluzione su Facebook: prima le donne!
Un giorno molto lontano nel tempo, qualcuno decise di stilizzare le sembianze umane, andando a ridurre il numero di caratteristiche fisiche al minimo indispensabile e dando così vita ad una sorta di icona universale, utile a definire, ad esempio, la segnaletica stradale riservata ai pedoni, le illustrazioni presenti sulla confezione di un determinato prodotto o i bersagli simulati in un poligono di tiro.
Probabilmente stufi di vedere omini privi di connotazione ad ogni angolo delle strade sotto casa, i responsabili di Facebook si sono recentemente interrogati sulle ragioni che avessero spinto all'adozione di un sistema iconografico incentrato su fattezze maschili, concludendo che la convenzione poteva essere tranquillamente ribaltata e che si poteva creare un nuovo sistema di riconoscimento in cui le icone femminili fossero dominanti.
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Entro breve, sarà dunque possibile assistere su Facebook ad una piccola rivoluzione che porterà le icone munite di fattezze femminili a divenire predominati all'interno del social network e a rappresentare l'opzione “di default” al momento di effettuare l'iscrizione al sito o di unirsi ad un determinato gruppo di interessi.
Tradotto in parole povere, se fino ad oggi le figure femminile risultavano poste in secondo piano rispetto ai loro corrispettivi maschili (si pensi, appunto ai “gruppi”), ora la componente femminile diventerà predominate, relegando le silhouettes maschili allo sfondo della scena e ad un ruolo di secondo piano.
In caso vi stiate domandano cosa comporti all'atto pratico la scelta operata da Caitlin Winner e motivata da lunghe ricerche antropologiche sul mondo delle icone e sui loro significati, la risposta risiede nel fatto che l'impercettibile mutazione può risultare più attraente agli occhi di quel pubblico femminile ancora restio ad iscriversi e divenire così un incentivo abilmente celato in salsa political correct.
In un mondo hi-tech che gioca sempre più sull'inclusione sociale delle minoranze per trovare nuovi clienti, l'idea di ribaltare i tradizionali canoni semantici potrebbe suscitare le simpatie di coloro che si sono viste per decenni relegate ai margini di un sistema simbolico e produrre nuovi flussi di dati e nuovi iscritti, con buona pace di colui che per primo inventò le icone, senza poter nemmeno immaginare a cosa avrebbe condotto un giorno il suo semplice sistema di stilizzazione umana.




