Nepal, utenti Facebook in salvo grazie a Security Check
Giubbotti di salvataggio, estintori antincendio, rifugi antiatomici e maschere antigas appartengono a quella categoria di oggetti che ci troviamo talvolta ad acquistare con la recondita speranza di non doverci mai trovare costretti ad utilizzare nel corso nella nostra vita, salvo poi benedire l'investimento effettuato nel malaugurato caso si paventi l'improbabile necessità del loro ricorso.
Al momento in cui Facebook aveva reso disponibile il servizio denominato Security Check, finalizzato a comunicare ad amici e parenti la nostra esatta localizzazione in caso di cataclisma naturale, in molti avevano sperato che l'app in questione restasse segregata il più a lungo possibile all'interno dei virtualissimi cassetti presenti nel social network e che andasse a rappresentare solo una mera potenzialità tra le infinite altre presenti sulla piattaforma californiana.

A seguito dell'immane terremoto che ha sconvolto il Nepal in questi giorni, Security Check si è purtroppo invece rivelata utilissima per salvare vite umane dalla catastrofe, andando a rappresentare un insperato barlume di fortuna all'interno di un quadro buio almeno quanto la sfortuna più nera.
Ideato a seguito del tremendo Tsunami che colpì il Giappone nel 2011, Safety Check ha permesso a numerosi utenti Facebook sepolti sotto le macerie in Nepal di comunicare la loro esatta posizione a conoscenti e soccorritori e a tutti coloro che si erano fortunatamente salvati di avvertire con tempismo parenti e amici dello scampato pericolo, attraverso un messaggio generato dal servizio che ha permesso agli iscritti del social network di evitare il totale intasamento delle linee telefoniche locali, fisse e mobili.
Purtroppo, il numero di salvataggi effettuato mediante il ricorso a Safety Check è stato relativamente basso a causa della particolare area geografica della catastrofe e delle condizioni economiche di un paese dove gli smartphones restano ancora sconosciuti per quasi sei cittadini su sette; condizioni che non hanno comunque impedito a Zuckerberg di annunciare un solenne trionfo, quantificabile in svariate emergenze risolte e in un numero imprecisato di vite umane risparmiate
Esattamente come accade per gli estintori che teniamo negli angolini i dei nostri sgabuzzini, Safety Check ha dunque superato la prima vera grande “prova sul campo” e confermato il potenziale salvifico di un servizio ideato con l'unico intento di agevolare il compito ai soccorritori e ai soccorsi; logicamente con la speranza che nessuno debba mai più ricorrervi vita natural durante.





