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Luca Parmitano in missione negli abissi per conto della Nasa

Luca Parmitano in missione negli abissi per conto della Nasa

Un tempo descritti alla stregua di un popolo di navigatori, poeti e poco altro, gli italiani stanno riscoprendo, ultimamente, la passione per quell'esplorazione che ha contraddistinto la scoperta di nuove terre e nuovi continenti, solo che l'orizzonte pare essersi allungato a dismisura di pari passo con il progresso scientifico.

Oltre all'arcinota Samantha Crisotoforetti, la nascente tradizione aerospaziale italiana può infatti vantare la presenza di eccellenze invidiate in tutto il mondo, come quel Luca Parmitano che dopo aver fatto parlare di sé per una permanenza sulla Stazione Spaziale internazionale (Iss) durata oltre sei mesi, si appresta ora a sondare le profondità degli abissi marini nell'ambito del progetto NEEMO 20 (NASA Extreme Environment Mission Operations), iniziativa voluta dall'agenzia spaziale americana per testare la resistenza degli astronauti in condizioni simili a quelle presenti nello spazio siderale.

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La missione NEEMO 20 consta infatti di un particolare esperimento, iniziato il 20 luglio scorso e destinato a concludersi tra due settimane, nel corso del quale un gruppo di astronauti selezionati si trova immerso all'interno di un laboratorio sottomarino collocato a 19 metri di profondità, in prossimità della costa di Key Largo, in Florida, con l'intento di vagliare la resistenza psico-fisica dei partecipanti attraverso la simulazione di particolari condizioni atmosferiche, previste dalle esplorazioni spaziali del futuro.

L'idea di fondo è dunque quella di valutare l'efficacia del binomio costituito da uomo e macchina in caso si dovesse riuscire un giorno non tropo lontano ad organizzare missioni spaziali alla volta di Marte o di alcuni asteroidi collocati ben oltre le distanze alle quale vengono proiettate le consuete Stazione Spaziali.

All'interno del particolare laboratorio subacqueo sono state infatti ricreate ad arte condizioni gravitazionali simili a quelle che dovrebbero regolare la presenza dell'interazione sul pianeta Marte con l'intento di scoprire così fino a che punto una missione umana alla volta del Pianeta Rosso risulti effettivamente possibile, a prescindere dalla presenza di sonde prive di pilota.

A capo del team internazionale che comprende astronauti della Nasa (Serena Aunon e David Coan) e una sparuta rappresentanza giapponese, consistente nella presenza di Norishige Kanai. vi dunque il maggiore Luca Parmitano, ultimo interprete di una lunga tradizione di esploratori nostrani, oramai divenuta tanto secolare da risultare quasi poetica.

 

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