Wordsmith Beta, quando il robot diventa giornalista
Da un punto di vista strettamente teorico, risulta possibile generare un articolo giornalistico in modo automatico, inserendo dati utili a fornire delucidazioni in merito al chi, come, dove, quando e perché della notizia che si intende riferire e giungere così ad una soluzione automatizzata che risponda ai sopracitati parametri fornendo al lettore tutte le informazioni di cui necessita per comprendere l'accaduto.
Se si esce per un attimo dalla sfera della mera teoria, si comprende tuttavia agevolmente quanto il progetto denominato Wordsmith Beta ed incentrato sulla genesi di articoli giornalistici in modo automatico rasenti la follia, non tanto in base a ragioni di difesa d'ufficio della classe professionale interessata, quanto perché nessun robot può riversare su quello che scrive le proprie emozioni, trovandosi logicamente impossibilitato a provarle.

Pur consci di questo imprescindibile limite, i ricercatori facenti capo alla compagnia informatica Automated Insights sono riusciti a mettere a punto un software che consente l'elaborazione di articoli giornalistici ed agenzie stampa partendo dall'inserimento dei dati necessari alla composizione e da un pizzico di personalizzazione, più o meno come avviene per gli algoritmi informatici.
Wordsmith, ancora in versione Beta e aperta a modifiche da parte degli utenti, sfrutta la tecnologia impiegata dai report finanziari (dove, per ovvie ragioni, il livello emotivo della notizia si trova sotto lo zero assoluto) per permettere la creazione di articoli molto più complessi e incentrati sulle più disparate tematiche di attualità, consentendo di immaginare un futuro apocalittico in cui le reazioni dei giornali saranno composte da macchine e robot e gli ex giornalisti vagheranno senza meta per le vie delle nostre città, annotando sulla lista della spesa quanto vedono in memoria dei tempi andati.
Secondo uno studio condotto dal ricercatore Christer Clerwall, le persone tenderebbero mediamente a non distinguere tra un articolo prodotto da Wodrsmith Beta e uno scritto invece da un giornalista in carne ed ossa, il che getta inquietanti dubbi sulla nostra assuefazione alla tecnologia e su quanto i versanti strettamente teorici finiranno per prevalere presto sulla nostra componente emotiva.





