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Bollette dell'energia elettrica: ecco dove si spende di più

Bollette dell'energia elettrica: ecco dove si spende di più

In linea teorica, il processo di liberalizzazione dei più disparati settori produttivi consente l'instaurarsi di una vera concorrenza atta a ridurre i costi e ad abbassare i prezzi al pubblico, soprattutto in quel settore dell'energia elettrica dove le bollette giungevano fino a poco fa con medesima cadenza e medesimi addebiti lungo l'arco della Penisola.

All'atto pratico, la possibilità di scegliere a quale gestore energetico affidarsi e a quale tipologia di tariffa votarsi si è tradotta nella consueta disparità tutta italiana, in cui un sud dove i consumi sono storicamente più elevati si trova alle prese con bollette spropositate, mentre il nord del Paese non se la passa poi tanto male.

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Dalla particolare classifica delle bollette italiane, stilata per conto di Sos tariffe e incentrata su tutte le aree urbane nostrane, è infatti emerso che le città dove si spende di più per l'approvvigionamento elettrico domestico sono: Roma, con una spesa media pari a 1016 euro all'anno; Cagliari, 913 euro e Palermo, dove le bollette costano ogni anno circa 847 euro.

La prima città del nord ad entrare in una classifica dove nessuno vorrebbe mai entrare è Trieste che occupa il quinto posto con una spesa media per famiglia stimata nella non irrisoria cifra pari a 736 euro all'anno, corrispondenti ad un consumo di 3356 Kwh.

Note positive per il sud giungono tuttavia da Catanzaro, dove una riduzione dei consumi pari al 11,3% colloca la città in fondo alla classifica in compagnia di Trento, altra medaglia d'oro del risparmio energetico su base annua.

Premesso che le tariffe sono logicamente quelle che sono e che, per quanto personalizzabile l'offerta rimane comunque spesso svantaggiosa, l'unico modo per abbattere le bollette da capogiro è rappresentato appunto dalla capacità individuale di limare i consumi, andando a ridurre l'impiego di quegli elettrodomestici che necessitano di un quantitativo di Kwh difficilmente sostenibile da una famiglia media alle prese con crisi economica ed esigenze di bilancio.

In particolare, il ricorso a lavastoviglie e ferro da stiro riesce ad influire sul costo della bolletta per, rispettivamente, il 10% e il 6% del totale e la scelta di elettrodomestici collocati in un'ottima fascia energetica, congiunta alla capacità di limitarne l'azione alle fasce serali potrebbe comportare un risparmio non indifferente e tale da farci apprezzare persino quel diabolico processo di liberalizzazione dell'energia elettrica tradottosi in una continua ricerca alla soluzione energetica ottimale.

 

Cinese di Maputo

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