Uber: la protesta infiamma Parigi, Roma e Firenze
A pochi giorni di distanza dal monito svizzero sulla possibile perdita di 5 milioni di posti di lavoro causati dall'automatizzazione in atto di numerosi settori produttivi, l'interminabile diatriba che vede contrapposti l'applicazione Uber e i tassisti torna ad infiammare le strade europee e riproporre la dicotomia tra diritti dei cittadini e legalità dei servizi svolti.
In una Parigi blindata, i tassisti locali hanno infatti dimostrato in modo piuttosto energico e vigoroso contro la possibilità che il servizio Uber, dedicato al trasporto di passeggeri fai-da-te, possa godere di nuove aperture da parte del governo francese e giungere lentamente a rimpiazzare quella categoria professionale che sull'acquisto e sul possesso delle apposite licenze ha investito una cospicua parte del proprio futuro lavorativo.

Seppur con una moderazione maggiore rispetto alle scene da guerriglia urbana che hanno attanagliato la capitale francese, anche da questa parte delle Alpi i tassisti nostrani hanno deciso di fare sentire le loro ragioni con proteste e manifestazioni organizzate a Roma e Firenze, condite dall'immancabile minaccia di blocco totale della circolazione in caso Uber faccia il suo definitivo approdo all'interno del sistema normativo italiano.
Se da un lato, servizi come Uber garantiscono maggiore concorrenza e si riverberano in una spesa ridotta per i cittadini costretti a spostarsi per i centri urbani, i tassisti lamentano la scorrettezza di fondo del servizio, affidato alle mani di conducenti non abilitati e l'abusivismo legalizzato attraverso il quale si intende sdoganare servizi illeciti attraverso l'uso della Rete.
Comunque la si pensi, la diatriba non risulta di facile soluzione e i governi europei dovranno cercare una soluzione di compromesso tra le istanze dei fruitori del servizio e quelle della categoria professionale, cercando una via di mezzo utile magari a fungere da banco di prova per l'avvento di quella società iperconnessa in cui i posti di lavoro tradizionali si troveranno sempre più a rischio.



