Facebook: ecco le reazioni che accompagnano il “mi piace”
Indecisi se abolire per sempre quel pulsante “mi piace” divenuto icona stessa del social network o se proseguire per la strada già battuta, i responsabili di Facebook sono giunti, dopo lunghissime riflessioni, ad una soluzione di compromesso che mantiene in vita il celeberrimo Like Button, ma che ne estende le possibilità una volta cliccato sull'icona.
Chiunque si trovi iscritto al sito, avrà infatti notato da ieri che la tanto sbandierata ed annunciata rivoluzione si è effettivamente tradotta nella genesi delle 6 “Reactions”, stati d'animo che consentono all'utente di esprimere un'ampia gamma emotiva di fronte ad un post, ad una foto o ad una notizia appena letta.

Sacrificata (un po' a malincuore) l'opzione legata alla possibilità di introdurre un corrispettivo “non mi piace” di fianco al canonico “mi piace”, Zuckerberg e compagni hanno dunque deciso di introdurre le reazioni emotive denominate Love, Ahah, Wow, Sigh, Grrr, che permettono un più ampio margine di discussione ed una maggiore viralità di fronte ad un post, senza mai tuttavia tradursi in un dissenso aperto verso quello che viene pubblicato da un determinato utente.
Il colpo di genio messo a punto dalla Facebook Inc, consiste proprio nella possibilità di introdurre nuove potenzialità emotive, lasciando quelle di segno negativo (come la faccina furibonda) ad un'interpretazione discrezionale, di modo da non chiarire in via definitiva se il furore espresso riguardi la notizia in quanto tale o il modo in cui è stata proposta dall'utente.
Destinate a sicuro successo presso un ampissimo bacino di utenza, le Reactions nascono dalla necessità di impedire l'associazione di idee tra un post dalla valenza triste o drammatica e il classico segno di approvazione e per permettere quindi ai fruitori di esprimere stupore o sgomento davanti ad una notizia il cui carattere risulta palesemente nefasto e non associabile ad un pollice rivolto verso l'alto.
Trovando abilmente una strada di compromesso, non vi è dubbio che Facebook riuscirà presto a beneficiare della sua piccola rivoluzione e a spingere un numero crescente i utenti a commentare i post apparsi i bacheca, senza che l'iconico tasto “mi piace” venga costretto al pensionamento anticipato.



