KeRanger, il virus che terrorizza l'universo Apple
Tra le ragioni che spingono un fruitore di tecnologia a votarsi in direzione di un Mac, un posto di primo piano è rappresentato dalla proverbiale capacità dei dispositivi a marchio Apple di non incappare in virus e malware di sorta, in parte grazie all'abile sistema di protezione definito dalla casa di Cupertino, in parte perché l'untore medio mira a contagiare il maggior numero di computer possibili e dunque punta direttamente su Windows.
Caso più unico che raro, il virus KeRanger, recentemente approdato nella galassia Mac, pare gettare nel dubbio i milioni di utenti del marchio della Mela, dato che il ransomware riesce letteralmente a prendere in ostaggio i computer basati su OSX e a sbloccarli solo a seguito del pagamento di un riscatto in BitCoin, esattamente come accade ormai da tempo immemore nell'altra metà del cielo informatico.

Riuscendo a penetrare le difese presenti su Mac grazie al cavallo di Troia rappresentato dalla rete torrent peer-to-peer, KeRanger riesce in pratica a bypassare tutti gli accorgimenti messi in atto da Cupertino e a rimanere latente all'interno di OSX per circa tre giorni, ai termini dei quali il computer risulta totalmente inservibile a meno che non si seguano le istruzioni fornite dal rapitore e che si decida di sborsare una somma pari a 400 dollari, sicuramente non trascurabile in caso di un dispositivo obsoleto e dallo scarso valore di mercato.
Dato che gli appelli a non scaricare contenuti pirata attraverso i client dedicati ai torrent cadranno probabilmente nel vuoto, come accaduto da quanto i peer-to-eer sono stati inventati, Apple si trova attualmente al lavoro su un aggiornamento del suo sistema operativo utile ad impedire l'avanzata di KeRanger e a riportare il tutto a quella storica normalità in cui l'utente medio decideva di acquistare i prodotti con la Mela proprio in virtù della loro proverbiale capacità di non contrarre virus.





