Il razzo Falcon 9 di Elon Musk atterra in verticale
Tradizionalmente appannaggio di agenzie facenti capo a governi ed enti pubblici, i progetti legati al settore aerospaziale stanno recentemente conoscendo un surplus di tecnologia grazie all'ingegno di alcuni eccentrici miliardari, come Elon Musk, che stanno mettendo il loro tempo e i loro capitali a disposizione della ricerca di settore, dando vita a razzi e navicelle dalle inedite potenzialità.
Mai arresosi di fronte ad una lunga serie di fallimenti e di soldi gettati dalla proverbiale finestra, Elon Musk, Ceo di Tesla, è infatti riuscito nell'impresa di mettere a punto con successo il razzo Falcon 9, primo tra i suoi omologhi prodotti dalla Space X in grado di atterrare in modo verticale e di consentire così un ipotetico ritorno a terra dopo il completamento di una determinata missione aerospaziale.

Se i razzi ideati per rifornire le varie stazioni spaziali orbitanti vengono inevitabilmente distrutti e dispersi in orbita al termine del loro compito di rifornimento, Falcon 9 ha dimostrato nella giornata di ieri di poter inserire una sorta di retromarcia virtuale e di poter atterrare su una piattaforma predisposta al suo rientro, risultando così riutilizzabile per un numero potenzialmente infinito di volte.
A seguito di quattro fallimenti, pare che il quinto tentativo si sia rivelato prolifico, consentendo al razzo di atterrare su una particolare piattaforma costruita in mezzo all'Oceano e rendendolo così disponibile per le missioni in direzione dalla Stazione Spaziale Internazionale, con buona pace di quel settore di ricerca monopolizzato per decenni da progetti e interessi interamente assimilati ad enti governativi e a investimenti di tipo pubblico.




