Generalmente, quando si raggiunge la maggior età, si cerca di festeggiare l'agognata libertà e il meramente teorico ingresso nel mondo degli adulti, organizzando una festa di enormi dimensioni nel tentativo di far sapere al mondo intero che l'infanzia è passata e che adesso siamo liberi di andare dove ci pare e quando ci pare, anche se solo a livello puramente intenzionale.
Provate dunque per un attimo a tornare con la mente a tornare al vostro diciottesimo compleanno; per quanto abbiate telefonato a vicini, parenti, amici e cugini, difficilmente avrete raggiuntola cifra di 2200 invitati, tutti pieni di entusiasmo e fieri di prendere parte ad un compleanno da ricordare.

A differenza dei comuni mortali, la Granfondo Felice Gimondi ha potuto invece festeggiare la sua diciottesima edizione alla presenza di migliaia di ciclisti e del Gotha dello sport italiano, accorso nelle valli bergamasche per rendere omaggio ad uno dei campioni più amati di sempre e ad una competizione amatoriale che ha saputo ritagliarsi durante questi diciotto anni un ruolo sempre più importante nel cuore degli appassionati di ciclismo.
Complice una splendida giornata di sole e nonostante i recenti acciacchi che hanno colpito il campionissimo (vittima di una caduta), La Felice Gimondi-Bianchi è stata un successo completo, con oltre 2200 partecipanti al via e la presenza del Presidente del Coni Giovanni Malagò, dell'ex campione di basket Pierluigi Marzorati, e di Gianfranco Baraldi (Presidente dell'Associazione Azzurri d'Italia); tutti giunti ad augurare una rapida guarigione a Gimondi e ad impreziosire l'evento con una patina d'ufficialità ben oltre le aspettative.
La gara si è svolta serenamente e in un clima festoso, salvo un finale dai toni thrilling relativo all'ordine di arrivo del percorso lungo, che ha contribuito a mantenere il fiato sospeso a corridori e spettatori fino alle convulse fasi finali: il vincitore assoluto Alessandro Bertuola non ha infatti potuto esser classificato individualmente, avendo svolto attività professionistica durante gli ultimi cinque anni, per cui la vittoria è andata ad Roberto Cunico, secondo arrivato sul traguardo di Marzabotto.
Ad aggiudicarsi la competizione di tipo mediofondo (pari a 128,8 km) è stato Antonio Camozzi, mentre la gara breve (89,4 km), impreziosita dalla presenza del presidente della Federciclismo Renato di Rocco in sella ad una Bianchi, si è conclusa con il successo di Daniele Gualemi, rappresentante del Bianchi Factory Team.
Tra le note di colore della gara, va segnalata in gara dello chef Davide Oldani, che si è ben distinto durante una prova ricca di coraggio, anche di fronte all'impervia scalata di Selvino, dimostrando così che la passione per la forchetta e quella per i pedali non sono affatto antitetiche, ma sovente complementari.
Eventi come La Felice Gimondi testimoniano tutta la vitalità di un universo amatoriale, fatto di passione e sudore, in grado di catalizzare l'attenzione degli appassionati sui veri valori del ciclismo e di restituire il giusto ineteresse alle nuove genrazioni, agli occhi delle quali le numerose competizioni amatoriali di alto livello presenti nella nostra Penisola rappresentano forse il migliore spot possibile, durante quest'epoca turbolenta e incerta.
In attesa che la Grannfond Gimondi torni a regalare un nuova festa cittadina alla Bergamo ciclistica (e non) in occasione della diciannovesima edizione prevista per il 2015, non resta che trarre le somme di una festa di compleanno praticamente perfetta, anche senza il fastidio di telefonate e inviti ad amici, parenti, vicini e cugini.
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