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Emerge il Futuro

Emerge il Futuro

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Joe Bastianich alla prova di Top Gear Italia

Prima ancora che prendesse piede la tendenza di dare vita a programmi incentrati sulle condizioni di sopravvivenza di alcuni vip o sulle loro doti di ballerini, il format inglese Top Gear ha sottoposto una lista di celebrità quasi infinita alla dura prova del volante, mostrando un lato spesso nascosto delle capacità di guida di attori, cantanti e volti noti dello spettacolo.

Finalmente sdoganato anche Oltremanica, Top Gear sia appresta a riprodurre la stessa formula anche in Italia e a portare note star di casa nostra a cimentarsi con improbabili prove su strada, in cui il cronometro e una classifica dei tempi semi-ufficiale decreteranno senza ombra di dubbio le reali capacità dei guidatori improvvisati, senza il bisogno di giurie, polemiche e scambi di accuse linguistiche condotti via Twitter.

topgearitaliabastianich

Al via il 22 marzo prossimo su Sky, Top Gear Italia vedrà presenza di tre conduttori d'eccezione, Guido Meda, Davide Valsecchi e Joe Bastianich, intenti a riproporre le fortune del noto terzetto inglese, con Meda nelle vesti di cicerone in stile Jeremy Clarkson e con un nostrano The Stig pronto a stampare tempi eccellenti nascosto dalla sua tutta bianca.

Tra gli ospiti della prima stagione, il carnet prevede la presenza di nomi illustri dello spettacolo italiano, con Claudio Bisio, Cristiana Capotondi, Cesare Cremonini e Max Gazzè desiderosi di mostrare un lato della loro personalità ancora ignoto al grande pubblico e pronti a darsi battaglia a colpi di sterzo e acceleratore sul circuito allestito per il programma.

Se un filo di perplessità ha colto gli appassionati di fronte all'annuncio della presenza di Bastianich tra i conduttori, dato che il noto chef generalmente si occupa di tutt'altro, l'italo-americano più succulento del mondo si è in realtà trovato a proprio agio tanto in studio quanto dietro al volante e potrebbe facilmente entrare nel cuore degli appassionati di velocità e restarci molto più al ungo di quanto abbiano fatto star e starlette alle prese con improbabili prove di sopravvivenza estrema o con gare di ballo utili a suscitare polemiche tra vip.

 

Scoperto il “motore” che muove gli spermatozoi

Sulle modalità che regolano il processo di riproduzione, nessuno nutre ormai dei dubbi (fatta eccezione per i bambini in età scolare), anche se, dopo millenni di indagini, continua a sfuggire al mondo della biologia l'esatto meccanismo attraverso il quale gli spermatozoi si muovono tanto rapidamente nell'ambiente uterino in direzione dell'ovulo da fecondare.

A chiarire l'arcano sono recentemente sopraggiunti alcuni ricercatori facenti capo all'Università della California di Berkley e di San Francisco e alla Yale University School of Medicine di New Haven, autori di uno studio che attesterebbe l'esistenza di una sorta di interruttore molecolare dalla cui attivazione dipendono le prestazioni del “motore” presente negli spermatozoi.

spermatozoiturbo

In sostanza, lo sperma non si troverebbe di per sé a possedere una velocità tale da consentirgli di raggiungere l'ovulo, se non previa attivazione da parte di una sostanza, denominata progesterone, che consente di mettere il “turbo” ai gameti di spingerli a muoversi on a velocità necessaria a raggiungere la meta senza perdersi su strada.

Se il ruolo del progesterone nel processo di fecondazione è ormai nato dalla notte dei tempi, lo studio americano pubblicato su Science è riuscito nell'intento di individuare un recettore, denominato ABHD2, che funge da interruttore, consentendo l'unione di sperma e progesterone e il conseguente incremento della velocità natatoria in ottica di concepimento.

Oltre a chiarire uno dei dubbi residui rimasti alla biologia, la scoperta potrebbe presto spianare la strada all'ideazione di un contraccettivo unisex in grado di agire su ABHD2 con l'intento di togliere il “turbo” agli spermatozoi e quindi di impedire il concepimento senza che valori ormonali e gravidanze simulate entrino in ballo nel difficile processo di contraccezione, anch'esso ormai apparentemente noto in ogni suo dettaglio, ma ancora ricco di misteri da chiarire.

 

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Insonnia e apnee notturne per oltre 9 milioni di Italiani

Dato il fiorire di patologie neurologiche che attanaglia sempre più una società alle prese con ansie e angosce, tendiamo con frequenza a porre sul banco degli imputati tutto quello che mangiamo e a passare la vaglio ogni prodotto dispensato dai supermarket, senza prendere in considerazione l'ipotesi che buona parte dei piccoli disturbi che ci colpiscono sono in realtà provocati da quella carenza di sonno ormai divenuta endemica.

Senza voler sminuire il ruolo giocato dall'alimentazione nei processi atti al mantenimento della salute dell'organismo, pare infatti che insonnia e frequenti apnee notturne rappresentino sempre più la costante di un Paese eternamente sveglio e popolato da oltre 9 milioni di soggetti per il quale il meritato riposo si trasforma in un incubo ad occhi aperti, con tutte le conseguenze del caso.

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In occasione della Giornata Mondiale dedicata al Sonno, gli esperti hanno infatti voluto ribadire quanto i disturbi siano comuni, arrivando a colpire in modalità transitoria fino al 45% della popolazione e quanto la sottovalutazione del fenomeno o una mancata diagnosi possa condurre in direzione della cronicizzazione del fenomeno e della nascita di un terreno di insorgenza per numerose patologie di tipo neurologico.

Se buona parte dei disturbi avvertiti al momento di coricarsi risulta infatti imputabile ad un passeggero accumulo di stress e per tanto eliminabili mediante alcuni accorgimento relativi a postura, alimentazione e controllo delle fasi sonno-veglia, esistono numerosi milioni di Italiani per i quali la problematica assume i contorni di un'autentica condanna, alla quale spesso si tende ad assuefarsi senza cercare gli opportuni rimedi.

Secondo i neurologi nostrani, occorre innanzitutto porre attenzione sulla specifica natura del problema e dividere i casi di insonnia da quelli legati ad apnee, episodi di sonnambulismo o risvegli frequenti per giungere ad un quadro esaustivo del problema, utile a fornire materiale in sede di esami più approfonditi.

Qualunque sia la natura del problema che funesta le nostre notti è comunque importante sottoporsi a controlli accurati per scongiurare l'eventualità di pregresse patologie neurologiche, prima di trovarci ad imputare a cotechini e formaggi quel vasto spettro di disfunzioni cerebrali che è ormai divenuto endemico in un'Italia sempre più insonne.

 

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