Con l'avvento del web, il confine tra libertà d'informazione e allarmismo sociale è divenuto via via più sottile con il trascorrere degli anni: se ogni cittadino ha il legittimo diritto di sostenere l'opinione che più gli aggrada, d'altro canto, la possibilità di utilizzare questa rinnovata libertà per alimentare leggende metropolitane e teorie complottistiche pare diventata la costante impiegata da chi si trova in cerca di visibilità e clamore mediatico.
L'emblema assoluto della confusa situazione online è rappresentato dal versante relativo alle vaccinazioni infantili, imputate da più parti di essere causa diretta dell'insorgenza di numerose patologie, tra le quali spiccano per originalità: l'autismo; alcune forme di cancro e la capacità di arrampicarsi sui muri modello Spider-man riportata da alcuni sedicenti informatori liberi.

Contro questo guazzabuglio di teorie, che comporta di fatto un calo nel ricorso ai vaccini obbligatori e facoltativi, si è recentemente scagliato il ministro Lorenzin, intenzionata a combattere una guerra informativa senza precedenti con l'intento di veder finalmente riaffermata la verità sulla natura delle vaccinazioni.
Secondo la Lorenzin, l'opera di immunizzazione contro i più diffusi agenti patogeni deve tornare rapidamente al centro delle politiche europee e il fattore legato alla prevenzione deve rappresentare l'arma attraverso la quale impedire il ritorno di patologie, sconfitte proprio grazie all'invenzione del vaccino di riferimento.
Con l'intento di fare leva sull'immaginario dei più giovani, la società Sanofi Pasteur Msd ha inoltre recentemente dato vita ad un videogame denominato “Viro Hunter: Una Battaglia per la vita” incentrato sulla lotta agli agenti virali e salutato con il plauso del Ministero per la sua capacità di sfruttare logiche 2.0 contro le numerose leggende mediatiche.
Premesso che quanto sostiene la Lorenzin è sicuramente inconfutabile e che le campagne di prevenzione attraverso i vaccini costituiscono l'ultima barriera contro le epidemie, sfugge in questa sede la ragione in base alla quale il Ministro, pur godendo della piena autorità e di un consenso senza precedenti nella storia repubblicana, non decida di porre fine all'ambigua distinzione tra vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni facoltative, chiudendo di fatto fine all'annosa questione e confinando le campagne condotte sul web contro i terribili vaccini al ruolo di mugugni e lamentele marginali.
Impiegare le risorse ministeriali (soprattutto a fronte dei recenti tagli alla sanità) per convincere i cittadini a sottoporsi alle vaccinazioni facoltative e per contrastare le bufale del web appare decisamente uno sforzo molto più ingente e complicato, rispetto alla logica scelta di rendere tutte le vaccinazioni obbligatorie (e gratuite), soprattutto davanti ad un pericolo di contagio imminente ritenuto decisamente reale.
Ultimo problema: se la Lorenzin ha deciso di salvare l'Italia dalle numerose bufale che scorrono su internet, resta ora da chiarire chi potrà salvarci dalle bufale della Lorenzin, secondo la quale, ad esempio, il tabagismo costituisce la causa primaria per il calo della natalità in Italia (l'ha detto davvero) e sempre secondo la quale sono stati disposte un 'infinità di misure profilattiche, di fatto inesistenti, all'interno dei nostri aeroporti per impedire la diffusione del virus ebola?
Naturalmente, il web!









