Vaccino anti-cancro possibile entro tre anni?

04 Nov 2014
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Vaccino anti-cancro possibile entro tre anni?

In base all'antico assunto che prevede che non tutto il male non venga per nuocere, la medicina moderna è riuscita a sfruttare la presenza di microorganismi, di per sé piuttosto perniciosi, per stimolare una risposta del nostro sistema immunitario in un'ottica finalizzata alla prevenzione e all'immunizzazione dalla minaccia stessa: inoculando minuscole dosi di agenti virali o batterici, il corpo umano debella agevolmente la minaccia e tiene traccia dell'attacco subito, impedendo così una sua ripetizione.

A distanza di un paio di secoli dalla creazione di vaccini su larga scala, la sfida consiste ora nel domandarsi se sia possibile estendere la tipologia di prevenzione anche ad un insieme di patologie non riconducibili ad un singolo agente virale (o batterico) e riprogrammare il nostro organismo al fine di spingerlo ad eliminare in maniera spontanea le numerose minacce rappresentate, ad esempio, dalle mutazioni genetiche che favoriscono l'insorgere del cancro.

cancrovaccino

Secondo l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), assolutamente sì e l'avvento di un futuro in cui sarà possibile vaccinarsi contro tumori, morbo di Alzheimer o dipendenza psico-fisica dalle droghe è molto più prossimo di quanto si sarebbe mai potuto ipotizzare.

Il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani, ha infatti recentemente sostenuto che entro un arco temporale stimato introno ai tre anni, sarà totalmente compiuta la rivoluzione medica che consentirà la creazione di vaccini ad hoc in grado di impedire l'insorgere delle patologie più diffuse su scala globale, grazie ad una conoscenza sempre più approfondita del nostro patrimonio genomico che consente un ampio raggio di intervento sul nostro sistema immunitario con una conseguente possibilità di addestrare le nostre cellule all'eliminazione di ogni sorta di anomalia riscontrata.

In sostanza, sfruttando le moderne conoscenze in ambito genetico, risulterebbe possibile creare sostanze in laboratorio in grado di simulare l'aggressione condotta dal cancro o dal morbo di Alzheimer ed educare i nostri anticorpi a riconoscere la minaccia fin dagli albori della sua manifestazione, consentendone così la completa eliminazione in caso di comparsa effettiva.

Secondo Luca Pani, la chiave che consentirà l'accesso alla frontiera dei vaccini anti-cancro e anti-Alzheimer è rappresentata dalla possibilità di un intervento individuale e personalizzabile, mirato sullo specifico patrimonio genetico di ogni soggetto e sulla sua familiarità verso una determinata patologia.

Ovviamente, la costituzione di vaccini personali comporterà degli enormi costi in ambito di spesa sanitaria, il che, a detta dell'Afa, costituisce al momento il principale ostacolo della ricerca, sebbene il Ministero della Salute dichiari di aver elaborato una strategia a livello Europeo finalizzata al contenimento dei costi di produzione.

Sebbene le previsioni dell'Aifa ci appaiano, tutto sommate, come votate ad un ottimismo in parte eccessivo, la possibilità di vedere realizzati vaccini contro il cancro in tempi relativamente brevi appare comunque tangibile anche in virtù di una lunga serie di insuccessi medici che hanno decretato il fallimento di strategie inizialmente ritenute vincenti, come dire: non tutto il male viene per nuocere.

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