Google, Android Wear sarà compatibile con Apple
Dal giorno stesso in cui l'umanità iniziò a combattere battaglie a suon di clave e barbarici latrati, risultò immediatamente evidente che sconfiggere un nemico troppo forte e troppo munito risultava un'operazione ben più complicata di quella che prevedeva un rapido cambio di casacca e un'imprevista unione con l'avversario che si intendeva battere.
In casa Google, dove le vendite relative al settore degli smart watches e delle tecnologie indossabili stanno assumendo i contorni di un'epica sconfitta ancor prima che il nemico si sia effettivamente manifestato sul campo di battaglia, hanno deciso di issare una preventiva bandiera bianca e di operare un cambio di rotta tale da intercettare una fetta di utenze felicemente indirizzata verso Apple e le sue numerose applicazioni.

Di fronte a dati di vendita impietosi che parlano di un misero 45% fatto registrare dal colosso di Mountain View in ambito smart watch (sul totale di dispositivi venduti basati su Android), Big G ha infatti deciso di rendere i propri dispositivi indossabili in grado di dialogare con il sistema operativo Ios, facendo cadere quella barriera che costituiva l'elemento peculiare dei due sistemi operativi.
In sostanza, tutti i possessori di “orologi intelligenti” muniti di sistema operativo Android Wear potranno condividere dati, applicazioni e funzionalità con l'attesissimo Apple Watch e poter così fruire di alcune di quelle caratteristiche che rendono il dispositivo di casa Apple tanto atteso e tanto desiderato, a fronte di un esborso complessivo decisamente più esiguo.
L'operazione, che segue lo sdoganamento di alcuni programmi irrinunciabili prodotti da Apple per pc (iTunes su tutti) consentirà quindi a tutti gli acquirenti di prodotti targati Google di accedere ad una particolare versione di Apple Store, ideata ed ottimizzata per smart watch privi del marchio della Mela, andando di fatto a dare vita ad un'uniformità di mercato che sposterà l'attenzione sull'estetica e sulla componentistica hardware dei rispettivi prodotti.
La fuga di Android Wear in direzione del fatato mondo di Apple pone dunque fine ad una lunga “guerra fredda” giocata sulla capacità di dare vita a funzioni e applicazioni più attraenti di quelle messe in campo dalla concorrenza e fa segnare una sostanziale sconfitta di Google in ambito di progettazione di contenuti; sconfitta di fronte alla quale Big G ha pienamente compreso che, se non puoi batterli, ti conviene unirti a loro.




