Ascelle, il cattivo odore è una questione di batteri
Tra le inconfessabili paure che animano la nostra vita al di fuori della protezione offerta dalle mura domestiche, all'interno delle quali vincoli e tabù cadono come sotto i colpi di un incantesimo, la preoccupazione legata ai cattivi odori ricopre sicuramente un ruolo di rilievo e porta ogni giorno milioni di individui a fare le gioia della grande industria produttrice di deodoranti ed affini.
Esistono casi limite in cui, anche a fronte di consumo massiccio di prodotti per l'igiene e di un'opera di rimozione del sudore che assomiglia al restauro di una grande chiesa, il cattivo odore non voglia proprio lasciare le nostre ascelle e la ragione di questo odioso fenomeno parrebbe risiedere in una particolare predisposizione genetica a alla puzza ascellare che si traduce nell'insorgenza di batteri persistenti e perniciosi.

Uno studio condotto dall'Università di New York è infatti riuscito a chiarire a fondo i meccanismi che portano allo sviluppo di odori molesti localizzati in prossimità delle ascelle, individuando nella presenza di un batterio denominato Staphylococcus hominis la causa in grado di interferire nei normali processi molecolari e di dar vita a sostanze maleodoranti nell'area di riferimento.
In pratica, lo Staphylococcus hominis, la cui presenza o assenza risulta a scrivibile a cause di natura genetica, riesce a frantumare le molecole del sudore che si producono sotto le ascelle per via delle ghiandole sudoripare ubicate nella zona, andando ad innescare un meccanismo di sintesi che trasforma le normali molecole in una composto chimico denominato thioalchols, i cui effetti e il cui caratteristico odore sono ben noti a chiunque sia solito recarsi su mezzi pubblici affollati o su ascensori con passeggeri stipati come sardine.
I ricercatori americain sono riusciti ad individuare questo processo specifico dopo aver isolato tutte le 150 colture batteriche presenti nella zona ascellare e aver suddiviso i microrganismi in questione sulla base della funzione esercitata, andando a scoprire la sostanziale innocuità della maggior parte dei batteri presenti in loco e, per converso, l'assoluta perniciosità dello Staphylococcus hominis, responsabile unico dei cattivi odori.
I ricercatori, guidati dai dottori Daniel Bawdon e Thomas Gavin, sono inoltre riusciti a ricondurre l'origine del batterio ad una particolare componente genetica individuale dopo aver vagliato a lungo fattori legati alla predisposizione e alla tolleranza organica del dato batterio.
Pare dunque che, in caso di predisposizione verso lo Staphylococcus hominis, resti ben poco da fare di fronte alla minaccia messa in atto dal batterio, se non cercare di coprire e camuffare il cattivo odore mediante il ricorso a quintali di deodorante, in grado di trasformare il lezzo in un particolare odore agrodolce e di far sentire profumo di moneta sonante alle gradi industrie dell'igiene mondiale.



