Bambino mangia del formaggio fatto in casa e viene operato d'urgenza
Da quando numerose fughe di notizie hanno portato all'attenzione planetaria i vari misfatti commessi dalla grande industria alimentare, il cibo si è venuto a suddividere, nell'immaginario collettivo, attraverso la dicotomia fatto in casa/industriale, all'interno della quale il primo termine rappresenta logicamente il sinonimo stesso di salute e il secondo la summa dei mali del mondo, peccato originale incluso.
Presa dalla mania del genuino a tutti i costi, una famiglia di Vigevano, in provincia di Pavia, ha sciaguratamente deciso di somministrare al proprio bambino del formaggio fatto in casa, ricavato da latte non pastorizzato e potenzialmente più tossico di una dieta a base di cheesbruger o di merendine condite con mezzo quintale di conservanti, coloranti ed edulcoranti.

A seguito dell'ingestione, il bambino ha rapidamente cominciato ad accusare forti dolori e ha contratto un persistente stato febbrile destinato a non scomparire nemmeno di fronte ai comuni rimedi terapeutici, spingendo così i genitori a rivolgersi alla più vicine autorità sanitarie e a fare ricoverare il piccolo nel reparto di pediatria del Policlinico San Matteo di Pavia.
Stando a quanto asseriscono i primi accertamenti medici, il bambino si è trovato a contrarre la listerosi, pericolosissima e rarissima patologia che si trasmette attraverso il cibo, in concomitanza della quale si sarebbe sviluppata un grave forma di meningo encefalite, tale da rendere necessario un intervento chirurgico d'urgenza finalizzato a ridurre al minimo i rischi.
A seguito del difficile intervento, il piccolo si trova ricoverato in condizioni giudicate come “stabili”, ma permane il pericolo per la sua vita che sta tenendo sospesa la piccola comunità locale e sarà necessario un lungo periodo di osservazione per poter dichiarare il piccolo fuori pericolo e trasformare la vicenda in un aneddoto da passare alle cronache e in un brutto ricordo per la famiglia coinvolta.
Unendoci al coro di apprensione e di auspici riservai al bambino, ci auguriamo con tutta la forza un rapido superamento della vicenda e un pieno ritorno alla normalità per la famiglia colpita, presa da quell'immenso trasporto per il "fatto in casa" che talvolta può rivelarsi peggiore di ogni malefatta mai compiuta dalle multinazionali dell'alimentazione.





