Smartphone: meglio lontano dal cuore in caso si porti un pacemaker
In quanto prodotti di recentissima invenzione, i moderni dispositivi tecnologici comportano una gamma di utilizzi e possibili interazioni che non è ancora stata vagliata del tutto e che produce la quotidiana nascita di teorie incentrate sulla, spesso presunta, pericolosità di telefoni cellulari e tablet per la salute umana.
Dal momento che le evidenze in materia sono scarse e che i dati certi latitano, un recente studio tedesco giunge in questi giorni a fare un po' di chiarezza in universo ancora confuso, mostrando come l'impiego degli smartphones potrebbe rappresentare un pericolo per tutti i soggetti portatori di pacemaker, in virtù di una possibile, seppur remota, interazione tra i due dispositivi.

Secondo la ricerca condotta dal German Heart Center di Monaco pare infatti che il campo elettromagnetico generato dal telefoni cellulari di ultimissima generazione potrebbe interferire con il corretto utilizzo di pacemaker e defibrillatori, in caso di prossimità tra i due apparecchi tale da generare interferenze in grado di condurre in direzione di un repentino malfunzionamento dei dispositivi cardiaci.
Benché lo studio condotto su 308 volontari portatori di pacemaker abbia fatto registrare un'unica anomalia durante una lunga serie di test, gli autori ammoniscono sul fatto che la continua evoluzione di entrambe le tipologie di apparecchi possa produrre effetti imprevisti e portare un comune pacemaker a leggere il segnale prodotto dallo smartphone alla stregua di una contrazione cardiaca, comportando così la temporanea sospensione delle sue normali funzioni e il conseguente arresto cardiaco del paziente.
Pur non essendoci evidenze univoche in merito, la ricerca presentata nel corso del meeting biennale EUROPACE-CARDIOSTIM dell’European Heart Rythm Association ha fatto emergere la necessità di imporre "distanze di sicurezza" tra smartphone e pacemaker tali da mettere al riparo da ulteriori pericoli e da consentire ai pazienti la totale tranquillità.
Gli esperti raccomandando infatti di non tenere, ad esempio, il cellulare all'interno del taschino di una camicia in caso si disponga di un dispositivo cardiaco, ma di aumentare la distanza di modo da scongiurare pericoli; sempre in attesa che la ricerca di settore chiarisca definitivamente le problematiche connesse con dispositivi tanto recenti da rappresentare ancora un gigantesco punto di domanda agli occhi del mondo.




