Tumore al pancreas, in arrivo la diagnosi basata sul test delle urine
Parallelamente all'implemento di cure e divulgazione in merito, il mondo della ricerca oncologica è da tempo orientato in direzione delle soluzioni diagnostiche più semplici, economiche e meno invasive, in grado di consentire un risparmio non solo in termini di cure effettuate per far fronte alla minaccia del cancro, ma anche e soprattutto, per consentire all'umanità quel risparmio di vite che si tenta di raggiungere da decenni facendo leva proprio su diagnosi tempestive.
Dopo lo strumento diagnostico che pare consentire un rilevamento attendibile del tumore ai polmoni andando ad analizzare il respiro del paziente, ora è la volta del tumore al pancreas, forma di cancro tra le più subdole e asintomatiche, che potrebbe presto venire sconfitto grazie all'ideazione di un kit diagnostico basato su un comune esame delle urine, in grado di identificare la presenza delle proteine cLYVE1, REG1A e TFF1 e di connotarle come marcatori per la presenza tumorale sulla base della loro concentrazione.

Frutto di una ricerca condotta dal Barts Cancer Institute della Queen Mary University di Londra, il nuovo strumento diagnostico si ripropone di segnalare la presenza del tumore al pancreas quando risulta ancora totalmente asintomatico e privo di effettiva tracciabilità, consentendo così un intervento effettuato prima della proverbiale soglia, oltre la quale tutto si sposta nella dimensione del troppo tardi.
Secondo i primi test eseguiti in laboratorio su un primo campione pari a 488 volontari, il nuovo strumento diagnostico basato sull'esame delle urine riuscirebbe non solo a riconoscere la presenza di tumore al pancreas in fase embrionale con una certa attendibilità, ma anche a distinguere il cancro dalla pancreatite cronica, operazione piuttosto complessa che genera spesso errori diagnostici fatali.
Il particolare test delle urine messo a punto dai ricercatori londinesi è infatti riuscito a distinguere accuratamente i 192 casi di tumore al pancreas presenti nel novero dei volontari, dai 92 soggetti affetti da pancreatite e 87 esaminandi sani, lasciando così intravedere un enorme margine di attendibilità e un corrispondente futuro meno nero per tutti coloro che si trovano a soffrire della forma tumorale e che si trovano oggi costretti a fare i conti con ritardi, tempistiche errate e diagnosi poco accurate, con una conseguente ricaduta catastrofica in termini di costi umani.





